♫ Sound: come fosse ieri. L’incedere epico, il falsetto di Tim Booth, il battesimo nell’acqua, i fiati santo cielo i fiati! Rimasi in trance davanti allo schermo, maledicendo poi Videomusic che si dimenticava di sottotitolare i pezzi. E provate voi a cantarla al negoziante, sai quella che fa Mavauuuuuuuh. Quante sòle mi ha rifilato prima di scovare quell’album magnifico. Che dico, ma-gni-fi-co.
♫ A posto? A postissimo.
♫ Gente comune: l’Enciclopedia Britannica non basterebbe per decifrare la formula alchemica di humour, cinismo e sociopatia che fanno di questa canzone, questo album, questo gruppo la summa della bla bla bla - ballatela gente, ballatela e basta.
♫ Saint Etienne: che cosa? Mojo pubblica uno speciale sul britpop e non mi consulta per scegliere quale pezzo dei Saint Etienne è il più meraviglioso tra i meravigliosi? Io che ho tutti gli album le edizioni limitate le raccolte giapponesi? Io che volevo sposare Sarah Cracknell? Io che impazzivo per iscrivermi al fan club? Che bisognava mandar loro 3 sterline e un francobollo con la Regina, roba rara in Valpadana, ma loro che stile eh. E comunque ho deciso, sui Saint Etienne devo aprire almeno tre blog di approfondimento. Mandatemi 3 sterline in busta chiusa, now.
♫ Ciarlatani, gruppo tutto di un pezzo. Mai uno sputtanamento, una collaborazione sbagliata, una sbavatura estetica, questi sono gli integralisti del britpop. Santi subito.
♫ Paul Weller, lui, l’icona di ritorno, il musicista rigoroso, l’uomo senza fronzoli, l’autorità virile, la guida venerata. Finiti i Jam troppo presto, gli Style Council troppo tardi, si ritrova una schiera di adepti schitarranti che lo riportano in processione. La pettinatura però potevano anche lasciargliela a casa.
* Ramazzotti è un virus diffuso dalle pizzerie in modo endemico tipo i conigli in Australia solo che non gli si può sparare.
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