Possiedo inoltre alcuni indizi che al perimetro del mio vivere si glissi gradualmente verso il cinema impegnato.
Uno è che si fan più frequenti gli accenni alla salute, lo sai che avevo un dente del giudizio nel naso, ti cigola ancorai il gomito, quello si è fatto la vasectomia. Nulla di grave, son bozzetti di conversazione in vista del grande affresco dell’artrosi.
L’altro indizio è che ho sentito impiegare tutta la declinazione completa del verbo sposarsi. Per esempio, sabato sera, topografia di una conversazione da barbecue:
matrimonio – matrimonio – matrimonio con figli – ce l’ha fatta pure lei – altro matrimonio – che stronza non mi ha invitato – matrimonio con figli – figli e basta – l’ho sempre detto che era una troia – altro matrimonio – addio al celibato – ma non era frocio – prossimo matrimonio – prossimo divorzio – eccetera. Uh guarda là, un cavalluccio marino.
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4 comments:
le labels "matrimoniali" sono spettacolari
cmq si', vivere in un cartone animato ha decisamente un sacco di vantaggi perche' anche quando si cade, ci si alza con le stelline intorno alla testa in tondo e poi ne esce un sorriso;)
Già. Solo un po' faticoso svegliarsi con un ruggito.
non ti crucciare troppo, belguglielmo. Per noi donne il percorso prevede ancora più ostacoli. A voi almeno i capelli bianchi donano un'aria più interessante e le maniglie dell'amore vi fanno sexy (dicono...). Noi al declino delle conversazioni dobbiamo aggiungere quello ben più deprimente del nostro corpo...le pretese sono infatti sempre le stesse. Ma mannaggia, i risultati no!
Le maniglie dell'amore ci fanno armadi dell'amore!
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