Sunday, September 15, 2013
La virtù dei forti, ma anche di quelli così-così
Saturday, April 21, 2012
Intermezzo
Thursday, October 13, 2011
Il fischio è un elisir
- Non l’ho ancora acceso. Adesso?
- Come prima, ma remixato da Brodinski
- E adesso?
- Lo stesso, solo che ora ansimano e si rotolano nel fango.
- E adesso?
- Dottore, conosco il divvudì. Se manda un po’ avanti c’è una scena di gruppo che-
- Temo che lei abbia bisogno di una cura massiccia. Prenda cinquecento pillole ad ogni pasto.
- Non sono troppe?
- Sì ma è per tenerla occupato.
- [...]
- Signor Belguglielmo? Cosa sta facendo col mio stetoscopio?
Nella foto in alto, l'otorinolaringoiatra porge il timpanometro al Belguglielmo.
Monday, October 10, 2011
It felt like the world would freeze
Tuesday, September 20, 2011
Sono stato a Pukkelpop
Thursday, June 16, 2011
Tutti muoiono giovani
Friday, June 03, 2011
Wedding speech
Friday, May 20, 2011
Week-end à Rome / 2
Il venerdì è breve a Roma, e tornato in camera fa capolino l’e-mail cortese del bloggarolo vip, io essere simpatico, tu vedere domani. E domani raggiungo il Lord all’entrata della nuova discoteca Il Mago G o il Punto G o il G-Rated o qualcosa del genere. Attorno al Lord si raggruppano er Setola, er Bambola, er Tetta de Fero e tutti i discepoli dei discepoli che insieme formano il Sisde finocchio. Nessun passante è anonimo, e quello fa i filmetti nel loft, e quello si dà per tre Ipod, e quello si fa con l’Ipod, mo’ sentelo je sona Lady Gaga dar culo. Il G-Gore è un garage addobbato di rotoloni Regina dove la birra viene a dieci euri, grazie se la tenga pure nel caveau. C’è un privé (in Italia vanno ancora i privé, per dire) con gli stessi addobbi e la stessa musica, che è la cassetta di Radiofregene Capodanno disconight ayé ayé. Si fugge fuori a chiacchierare sui cofani altrui con il Lord che è alto, prestante, simpatico, spiritoso, ti parla come avesse le chiavi di casa tua ma porta una canotta da basket libidòfuga (donne! Non fatevi più stuprare! Portate anche voi la canotta da basket!). Per non provocare l’ostilità dei presenti stile Inception (“e questo chi è?”), mi trasferisco al Rising Love, dove perdo il live dei Kap Bambino ma guadagno la serata Amigdala. Robyn, MGMT, Dragonette, si susseguono mixati senza coerenza e senza tecnica, ma l’ambiente effervesce ed i piercing proliferano. Segue tappa d’obbligo all’Alpheus, supermercato in quattro corsie tutte con brutta musica: il porompompero al reparto prodotti scaduti, Kei$a nella corsia verdure fresche e ben pettinate, un disco inceppato in sala macelleria e un po’ di revival al reparto degustazione rapida, che però sta al buio che ci tengono a combattere il riscaldamento globale, credo.
Etienne Daho - Week-end à Rome par cladstrife
Grazie al baracchino antistante mi avvio con lattina da rutti e panino con dentro Moira Orfei, quando da dietro, AÒ CHETTEMAGNI A SARCICCIA, BONA DAMPOQUA, MO FAMOCE DU CAFFÉ COR GIAVATTONE, E PIJA ER GIAVATTONE BONO CHE MO’ ’NNAMO AR FRUTTA E VERDURA EDDAJE – scusi ma lei chi è? Che dice? Io sto andando a ca – ABBELLO DATTE NA MOSSA CHE NNAMO AR FRUTTA CE STA ER MEJO DIGGIÈ DE ROMA E PURE D’EUROPA, DARRETTAMMÉ CHESSÒ LA PRIMA FROSCIA DE ROMA, ENTRA VA’ – slam! La porta si chiude alla mie spalle e nel ritrovo trans della capitale, tra i fumi di talco e bovini coi Ray-Ban, si manifesta il budda della notte romana. Nino Scarico è efficacissimo a miscelare bassi energici e taglienti, ciò di cui necessito per restare in vita quand’ormai al posto dell’intelletto ho la spia di una tv in stand-by. La nube di talco ottunde i sensi, ma a favorire la veglia ci pensano le spallate dei travoni al bancone o in qualsiasi altro posto si fiondino a spese del contorno, che a volte sono io. La natura imperscrutabile ripone meraviglie nei luoghi più insperati ed io una me la trovo davanti, pronta a mordermi la lingua. Si fanno le sette, amico tra poco ho l’aereo. Ma allora sei turista, un’espulsione in quattro parole. Siamo ancora avvolti dai flutti di talco, domani avrò una pelle dolcissima.
Nel video qui sopra, l'uomo che tutti dovremmo essere.
Tuesday, May 17, 2011
Week-end à Rome / 1
Wednesday, March 09, 2011
Rattrappages musicaux
♫ Matteo Caro, l’artista dell’anno e la voce dell’anno e l’album dell’anno, basta, non ascoltate nient’altro, qua dentro c’è tutta la classe e la dignità di cui avevamo bisogno.
Monday, February 21, 2011
I'm just a teenage dirtbag baby
Nel video qui sopra, la mia nuova coinquilina familiarizza con l’appartamento
Thursday, February 10, 2011
Sproloqui di lavoro
- L’aroma. Si associa bene alle benzodiazepine.
Wednesday, January 12, 2011
Di tutti gli organi il midollo
Ero in procinto di spiegare l’importanza delle legatorie toledane per la trasmissione del rito mozarabico quando mi è montata l’emicrania e mi son ricordato che c’è più soddisfazione a rinfacciarvi la vostra ignoranza in fatto di musica. Per esempio lo conoscete Sonny Vincent? Figuratevi che sabato sera c’era gente che è uscita di casa apposta per sentirlo. È pur vero che c’è anche gente che esce di casa con un’armatura medievale di trenta chili per giocare ai tarocchi, ma di mio cugino parlerò in altre occasioni. Sonny di lavoro fa il punk, con tutti i crismi del caso, band di culto, concerti al CBGB, manicomio, e l’altra sera ha suonato all’Os à Moelle, il più vecchio cabaret brussellese nonché la prima, migliore scoperta del mio 2011. Un antro rock sotto casa e nessuno me l’aveva detto. Bisogna dire che è ben nascosto, imbocchi una strettoia tra muri di cinta, poi nel cortile prendi a destra, scendi in cantina, giri a sinistra, poi a destra e quando non vedi più nulla a parte una coltre di fumo vai al bancone e prendimi una Westmalle. Aspetta lì che vado pisciare.
Nel più vecchio cabaret brussellese il bancone in legno ha i fori per posarci i bicchieri, ci stanno i manifesti retrò e ci sta il popolo rocchenrolle, la banana rockabilly e la cresta punkettona, il giubbotto dei Rancid e la maglietta degli Specials. Le femmine dei rockers sono la prova che il tango centra qualcosa col diventare una bella donna. Alla seconda Westmalle sullo schermo son già passati Stranglers e Fad Gadget, e stasera, stasera siamo a Soho nel ’79. Sul palco monta il primo support act e sotto il palco parte il pogo. No life, no future, stasera Bruxelles mi farai sognare e sputare sangue.
Friday, January 07, 2011
Al cinema col Belguglielmo: Somewhere
Per non annoiare i miei lettori, che son gli stessi mi accompagnano alle feste, annoierò invece quelli che mi accompagnano al cinema. Ieri, per esempio, mi trovo con Goffredo per un panino e poi ci rendiamo conto che non siamo ancora stati al multisala. Ti va una Sofia Coppola? Trama: Goffredo sceglie una ciabatta alle carote, io il panino col gouda giovane. [Attenzione: spoiler] Subito mi s'incastra la rucola tra i denti. Così parte la proiezione e per un paio d’ore nulla mi distrae dal lavorio di lingua, nemmeno i sottotitoli in fiammingo. Giudizio complessivo: ai titoli di coda mi sono liberato dell'inserto di rucola, e devo ammettere che non mi capita con tutti i film. Nella foto in alto, la reazione del pubblico in sala
pic from: http://www.staffsmoorlands.gov.uk/general_images/knitting%20w%20Chairman.jpg
Thursday, January 06, 2011
Elogio dei Belgi
PreamboloIn tempi immemorabili, il nome del Belgio era laboriosamente inciso su lastre di grovacca e declamato dal bardo nelle notti di gibbosa crescente con Urano in eclisse e Saturno un po’ barzotto. La pronuncia era ЭћxhøýþðğķşęŋđŧŧßæſƏǖfỗ ma variava a seconda del sidro. Comunque si accentava bene la ỗ. Poi giunsero i Romani e decisero “mo’ stamo in Belgio”. I Belgi ringraziarono con la loro specialità, birra e patatine fritte. Così fecero anche i Romani, e saccheggiarono il paese.
I belgi sono amichevoli
Il concerto dei Syd Matters è sold-out da giorni; io e Goffredo impersoniamo la speranza e la diligenza davanti all’ingresso dell’Atelier 210. Siamo immediatamente premiati da due biondòfone che propongono di venderci un biglietto; pazienza, uno di noi due dovrà sacrificarsi [non certo io]. Ma tempo due minuti ed ecco un biondòfono: ehi voi, ho saputo da due tipe per strada che cercate il secondo biglietto, prezzo di acquisto, ovviamente. Stupore più overdose di riconoscenza, e concerto peraltro splendidevole.
I belgi sono immuni al glamour
Il Metro Valdi è una bettola in centro dove i masculi dei popoli con cicatrici son soliti rimorchiare femmine dei popoli alti come uno sgabello. Tuttavia una volta al mese ospita una serata che, in occasione dell’uscita del film di Ozon, si è ribattezzata Dansez-Vous Potiche. La serata consiste nel farsi comprimere le costole dalla calca sudata al suono di Françoise Hardy e Sylvie Vartan per andare a spiaggiarsi sul bancone del bar. Errore allontanarsene, due passi oltre la birra finirà ovunque tranne che in gola. Questo solo per chi supera la prova della Sacra Moira, una guardarobiera che appallottola e ammonticchia giacche per lo stambugio lasciandoti un bigliettino con delle coordinate celesti in polacco. Solo giorni dopo scopro che il quarantenne intimidito e pigiato in un angolino della festa era il regista in persona. Ma in quel momento i balli inanellavano France Gall e Brigitte Bardot e nessuno se l’è filato di striscio. Quanto li amo io i Belgi.
I belgi stanno sul pezzo
I belgi sono emancipati
Nicolas Jaar ha appena fatto ventanni e prodotto una manciata di pezzi house che già esala un’aura di indie credibility, attira nugoli di elettrokids e manda in evaporazione le ovaie minorenni. Il CatClub gli cede il pulpito e la voluttà si impossessa del pubblico danzante, mentre la birra effettua un golpe sul Belguglielmo che finirà discinto a far su-e-giù sul montacarichi delle immondizie per lo spasso suo e di chi d’ogni tanto infilava la testa. Per fortuna avevo fatto la lampada integrale.
Nella foto in alto, la preparazionre del paté in Vallonia
pic from http://mythical-women.blogspot.com/2009/07/leda-and-swan.html
Tuesday, January 04, 2011
Post sotto l'albero
Ecco! Natale! Nasce il bambin Gesù, la gente è felice, arrivano i brutti film, per strada ci sono pezzenti e luminarie per commuovere la gente mentre le musiche fan glin-glon e i panettoni piovon dal cielo dentro alle finestre dei bambini con le lentiggini.
È anche il periodo dell’anno in cui le statue gotiche prendono vita, si spolverano un po’ e poi si mettono a tavola. Buon appetito Belguglielmo, attingi pure al calderone. Buon appetito o madre. Buon appetito o padre. Buoni questi ravioli di bufalo, mica come quelli dei cinesi, vero zia Gudula. Non me ne parlare, ormai ce n’è pieno dappertutto di quei cinesi, ne ho visti a Passavia e pure a Bamberga. Arrivano con otri di perperi e comprano tutti i fondaci. Vero, a Mozambano non c’è più una locanda dove si cucini decentemente il muflone. Giusto ieri sono andata alla sagra di santa Rodolfa che ero a corto di gabardina e – sorpresa delle sorprese – c’era pieno di forestieri che vendono carabattole. Poi son tutti uguali, chissà come fanno a riconoscersi – un po’ di mostarda sul rognone di cinghiale zio Fritigerno? Massí, al diavolo la gotta noi che possiamo approfittarne, mica come quegli infedeli che non fan che figliare. Non me ne parlare, han già invaso le vie della Gheldria, tra poco li troveremo a prostrarsi pure nel circondario di Sommerda. Ah ma io non mi lascio sopraffare, sapete, nello stagno ci abbiamo messo Putrezio, il nostro ircocervo da guardia. Saprebbe riconoscere un saraceno a biolche di distanza. Allora zia Rotrude, ancora un po’ stufato di lontra ai finocchi? Che al giorno d’oggi non si può più parlar male neanche dei finocchi. Ma ora scartiamo le strenne che Belguglielmo poi riparte nel Brabante. Dunque figliolo, vediamo se indovini che ti abbiamo comprato.
- Un ipad?
- Fuochino. Una bibbia di pietra.
Nel video qui sopra, un collage con le foto di famiglia più riuscite.
Monday, January 03, 2011
Le regole dell’afflizione
- Buon anno padre.
* Parla più forte, non sento.
- Padre, perché non abbassa il volume dell'organo.
* Che devi confessare di nuovo?
- Il duemilaedieci in blocco. Facciamo un forfait e a posto cosí?
* Scordatelo. Ti ho già ricevuto ieri, per di più in orario di chiusura. Ho perso lo speciale Suor Sorriso.
- Quelli erano i peccati dei giorni feriali. Ora vengo per i fine settimana.
* Iddio ci protegga. Figliolo oggi risparmiamoci i dettagli, che ieri la statua della Vergine lacrimava Leffe. Mi si è ubriacata la perpetua.
- Sarò conciso padre. Allora, c’è quella volta al bar del centro che non chiude mai [...] poi quando siamo andati in quel locale che bisogna suonare il campanello per entrare [...] e poi un po’ più tardi al circolo elettrolesbico [...]
* Dici davvero figliolo? Ricorda che sei sotto giuramento.
- Quello è nei film americani padre.
* Non mi contraddire figliolo. E riprendi in fa diesis.
- Padre, quello è X Factor. Cos'è la nebbia che esce da qua sotto?
* Vapore di talco. Fa l'ambiente pù mistico, non trovi?
- Dicevo, io ballavo tranquillo quando [...]
* Plagio. Questo è Bret Easton Ellis.
- Non sapevo. A me è successo uguale.
* Non mi dire, l’hai scritto sul blog?
- Volevo. Ma mi è arrivata una diffida della Polizia Postale.
* Passiamo ai peccati meno gravi.
- Padre, eran questi. Ora andiamo al sodo.
* Figliolo, intanto spegni la sigaretta. E tira giù quel colletto.
- Mi scusi. E’ l’abitudine. Allora, le ho già confessato del bar di scambisti cocainomani?
* Per oggi basta. C’è un plafond dell’assolubile.
- Quante avemarie?
* Quattordici bibbie in sanscrito.
- Mi pare un po’ severo padre.
* A voce alta.
- Me la fa un’assoluzione-casco? Cosí son coperto per l’anno che viene.
* Posa quella birra. Per ora, una scomunica fino ai figli dei figli dei figli dei figli dei cugini di sesto grado, comprese le prozie ugonotte.
- Ma padre, le ho pure masterizzato una compilation!
* Ci hai messo Lady Gaga?
Nella foto, Belguglielmo non ha digerito i tortelli della vigilia ma si vede che è andato in palestra
pic from: http://whoyoucallingaskeptic.wordpress.com/2010/01/05/giants-in-the-earth-there-were/
Wednesday, December 15, 2010
Teleblogging #2
Pronto zia Amaltrude? Belguglielmo, ricordi? No, quello è mio cugino. No, quello è il figlio della Faustina. Ricordi la Faustina, la moglie di. No che non l’ho conosciuto lo zio Lotario, è morto in un incidente con la diligenza. No, non mi sono ancora sposato. [Meriem chiede una sigaretta. Poi chiede un accendino. Poi chiede da dove vengo. Ho un emisfero impegnato a trattenere la tracimazione di birre, l’altro è rapito dai beat obliqui del dj set eleusino. La serata High Needs Low #7 schiera una line-up tutta femmina, coi rischi che ciò comporta, ma la stazione ferroviaria prestata a feste garantisce un carico di gaudio. Meriem, cosa ti fa credere che questa conversazione porti a qualcosa? Scusa che hai detto del mio pelo?]Dunque zia, dicevi il colesterolo. [Playmobil organizza una raclettata di Natale. Per fare una raclettata di Natale ci vogliono: salsiccia, costolette, vino rosso, dolci. Non serve invece la raclette. Mentre il buon Panda-man manegga la reflex per fotografare spigoli, suole e avanzi della cena, la mia squadra sconfigge a Pictionnary il team di Quellaragazza*, che non se ne accorge perché sta ancora ridendo. Son così le raclettate.]
No zia, non si sta male all’estero. [Estero è una parola grossa. Alle Antitapas Nights, per esempio, si radunano tutte le varianti dialettali della comunità italospagnola per danzare le fanfare balcaniche o qualsiasi altra musica basta che venga da un paese senz’acqua potabile. Grazie all’Italia-nel-Mondo si entra gratis, si beve gratis e si può pure pisciare sui muri. Il pubblico ha candelabri in testa e cavigliere del Katakali ma niente pastore tedesco, il cane ce l’hanno dentro.]
Sì zia, almeno ho un lavoro [toh guarda chi si incrocia nella notte brussellese. L’ex collega Attizzorio si è fatto di pastiglie anticalcare e prova a comunicare per gorgoglìi calanti. A me non è andata meglio a Los Niños, mi dico che strano, tutto sfoca, tutto gira, le luci scendono e la security mi insegue. Guardi buonuomo, innanzitutto sono sobrio come *hic* come un *hic* un *hic* insomma sobrio ecco ed escludo nel più *hic* dei modi di aver rovesciato i fari del locale poi non vede che non ci sono fari non c’è nemmeno *hic* luce e asebesebsesebszzzzzz]
Sì zia, ho ancora i tic in faccia, li uso per spaventare i bambini in metropolitana. [Suoni epilettici alla serata di lancio della label Vlek. Avevo grandi aspettative sul dj set di Aardvarck, che invece fa schizzare ogni pezzo dopo 30 secondi, io dico cambia pusher o cambia mestiere. Da come ciondolano zaini e cuffie di lana, si capisce che la gente invece è soddisfatta, nonostante il soundsystem impotente e le sonorità che la Warp aveva già liquidato nel novantuno, tanto son nati fiamminghi e se ne tornano a casa con la fixed-gear d’avorio.]
Sì zia, parlo le lingue, ma il tedesco insomma [Fingerspitzengefuhl, l’impronuciabile serata, ospitava In Flagranti e Bottin. Il primo l’ho perso, del secondo ho tollerato appena la truzzaggine del dj set, che va bene passare gli Sparks e i Duran Duran, ma proiettare sul maxischermo il Festivalbar dell’86, io ancora non sono pronto, e sì che Bottin è del settantasette quasi come me. Per di più mi inibiva la ristrutturazione del Claridge, che se prima pareva un doposci per gite scolastiche ora è tutto lounge-room con la cera alle pareti.]
Certo zia, è dura con la crisi. Il prezzo dei limoni continua a salire.
Nella foto, zia Amaltrude in villeggiatura a Pozza di Fassa.
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Monday, December 13, 2010
Teleblogging
Ma dai, anch’io sono stato ad un concerto [serata Europavox al Botanique, che amico It'n'M aveva i tichez gratis. C’era pure Mastro Prugna, tornato da Torino col progetto di esportare i concerti suonati per traverso e lanciare le Caterinacaselli-nights. Gli auguriamo tanto successo, intanto ci godiamo Le Corps Mince de Françoise, sorelle svedesi cicce cicce seguite dai Vermin Twins, due fiamminghi incappucciati che suonano come Kap Bambino e Cristal Castle nella sala delle torture. Lui manipola vocoder e suoni sporchi mentre lei abbaia al microfono, si attorciglia metri di cavo, si accoppia agli strumenti e infine collassa al pavimento. Lascerà il palco trascinata per i piedi. Il padre è in terapia.]
Hai ragione mamma, farò gli auguri a zia Amaltrude [una festa non è una festa se non intervengono le forze dell’ordine, solo che al compleanno del Ryan-Reynolds-da-viaggio la polìss belga ha spento la musica a mezzanotte e zero due anziché mettersi a distribuire gli ombrellini di carta nei cocktails, a volte mi chiedo perché pago le tasse. Nel frattempo, con la luna piena, amica Playmobil prende a rimbalzare come Chobin molestando gli invitati. Si congeda perdendo i sensi sul canapé. Divapuglia mi trascina in uno studentato in festa dove il fratello Divopuglio mixa per gli erasmus la Samba de Janeiro mentre lei lo venera con tale estasi che la Madonna di Lourdes mi ha essemmessato per dirgli di smettere, a tutti e due. Tutt’intorno ci stanno gli erasmus, alcuni già vomitati, molti vomitanti, altri ancora vomituri.]
Sí mamma, ho molto lavoro e tante missioni [al Kiko, gente, che posto, il Kiko! Se il Catclub è Berlino, il Kiko è Pankow prima dell’89. Bassifondi del centro, trovi il portone, sorpassi il cumulo di rottami in cortile, poi scendi nel ventre della città insonne. Tutto è illegale, lo spazio, il suono, la gente, il caminetto acceso davanti al divano, che comunque vien comodo per limonare al caldo. Si dice.]
Mamma? Ti richiamo, ora devo buttare la pasta [aspirine, dove ho messo le aspirine?]
Nella foto, Belguglielmo dissipa ogni dubbio
Wednesday, December 01, 2010
Meglio corto che interrotto
Mamma voglio fare il regista! Certo caro, intanto finisci di mungere. Per fortuna hanno inventato i corti, cioè un bravuomo, che non ha i soldi non ha il tempo non ha gli attori, filma per cinque-sei minuti e se alla fine dice “questo è un corto” diventa un regista-di-corti, senno’ rimane un bravuomo che filma le capriole del cane, o uno sporcaccione se filma quelle della moglie. Anche se pure lì c’è tutto un mercato che gira. (non ne so nulla) (l’ho letto sul Financial Times).
Le varesotte dei Cortisonici si premurano di fornirci una selezione di corti alla Piolalibri, e a dispetto degli scampoli di poesia disseminati tra un esercizio e l’altro, il mio premio della critica va senza indugio a codesto capolavoro:
La cena cum varesotte include supporter nonvaresotta con cappello di panno e sicumera girotondina che, tra il dolce e il caffé, porge un foglio ai vicini di tavola. Metteteci la vostra e-mail che vi faccio sapere quando organizziamo la visione casalinga di Vieni via con me. Le dico grazie, capisco che genuflettersi intorno ad un programma satirico col gruppo di ascolto democratico faccia molto azione civile, ma io preferisco andarmi ad ubriacare al Recyclart. Blasfemo! Provocatore da due soldi! Qualunquista! Cattiva maestra televisione! La persuasione occulta! La società dello spettacolo! Il tramonto dell’occidente! Il quarto potere! No logo! Bella ciao! (pausa per respirare) Eccetera!
Comunque al momento del conto mancavan dei soldi.



