Chi?

Wednesday, March 09, 2011

Rattrappages musicaux

Chi scrive 'Belguglielmo ma perché non posti più spesso', chi 'ma perché non posti più spesso musica', chi 'quanto mi dài per le foto di ieri sera'.



♫ Matteo Caro, l’artista dell’anno e la voce dell’anno e l’album dell’anno, basta, non ascoltate nient’altro, qua dentro c’è tutta la classe e la dignità di cui avevamo bisogno.
♫ La canzone della sirena, non volevo dirlo che mi piace lo stesso anche se suona un po’ come Buona domenica di Venditti, ecco l’ho detto. Brrr, che brutto pensiero.
♫ Le Stelle confermano la siccità del 2010 nella storiografia pop. I MGMT, i Decemberists, pure i Belle & Sebastian si son messi d’accordo “oh dài raga nel 2010 facciamo tutti un disco di cacca”. Le Stelle han seguito, però la perla magnifica gli è scappata lo stesso. Canta di spiriti di bimbi morti o forse di fantasmi dell’adolescenza, per chi preferisce interpretazioni meno letterali.



♫ «Sono un ragazzo di campagna, non ho ricordi, molti nemici, la pecora nera della famiglia». Sarà l’aria di Colonia o quella del Kilimanjaro, dopo una lunga attesa Superpitcher regala alla Kompakt uno degli album più compiuti, accessibili ed eleganti del suo catalogo recente. Buttate via xilofoni e glockenspiel, nel duemilaedieci la musica elettronica gode di ottima salute e sputa in testa agli Arcade Fire.
♫ Reputati per i loro live, i !!! su disco risultavano alquanto legnosi, presi com’erano a farsi belli di poliritmia postpunk. Hanno finalmente deciso che vale la pena di divertirsi. La bomba, qua c’è la bomba.
♫ Paul e Fritz sono un po’ Marcella e Gianni Bella della house berlinese, uno il dj divo e l’altro il fratello sfigato dietro le quinte. Poi siccome l’amore trionfa, o forse che quello famoso era troppo fatto per schiacciare un solo bottone, eccoli insieme per otto minuti e mezzo di gaudio sintetizzato. La ninna nanna del clubber.

Monday, February 21, 2011

I'm just a teenage dirtbag baby



- Qui c’è la cucina e questo è il bagno e quella col letto figurati che è proprio la camera da letto [Belguglielmo fa il simpatico]. Se mi addormento prima della fine del corridoio, per piacere levati i tacchi prima di scavalcarmi [che mattatore].
- Delizioso, quello che cercavo, troppo pucci pucci. Il contratto tesoro ciccio, ci metto anche la firma coi cuoricini.
- Pefetto Elena, mi piacciono le coinquiline equilibrate e con le idee chiare.
- [sguardo lontano, voce sensuale] Elena? Chi è Elena?
- Forse non ho capito bene il tuo nome?
- Marlene, mai avuto altri nomi. Ragazzo fai posare due candelabri decenti davanti alla mia specchiera, necessito di luce quando mi inciprio. [accarezza il muro] Qui saranno le mie cinque cristalliere, una per ogni collezione di bocchini. Avorio puro ragazzo, me li donò il governatore del Tanganika durante quella crociera sul lago Vittoria. [si volta di scatto e aspira forte] Grand’uomo il Governatore, e grande amatore, sapessi come maneggiava l’havana.
- Spiacente Marlene, lì c’è lo scaffaletto dei divvudì.
- [voce strillante] Kome mi hai kiamato?
- Come, tu, il nome che mi hai appena detto tu
- Nina, ich bin Nina, liebe. Zuerst, tofrai pitturare di schwarz kveste pareti. I kolori kiari mi distraggen kvando recito das mantra su meine tappeto di kioden [prende un poscenere e se lo spacca sul naso]. Und poi kvesta finestra essere troppo kleine, non lascia passaren das navicellen spazialen der meine fidanzaten. [si agita] Tofe è presa elettriken? Tefo mettere in karika meine dildo.
- Scusa Nina, stai sanguinando sul mio divano.
- [spettinata, grida] What? Who the hell is Nina?
- Ma. Tu. Hai detto.
- Call me Courtney, honey, or f*** yourself in the ***. [comincia a puzzare]. Where’s the toilet babe. Gimme that contract. Where’s my bag? Try this dude. This is good stuff. Oh shit [cade nel cesto dei rifiuti organici]
- Tutto bene Courtney? Nina? Insomma?
- [miagola] Chiii? [sbuca un braccio dal cesto] Ecco firma di contratto cicciolino mio. Io portare qualche amico la sera, tu piace festicciole?

Nel video qui sopra, la mia nuova coinquilina familiarizza con l’appartamento

Thursday, February 10, 2011

Sproloqui di lavoro

- Il prossimo candidato.
- Piacere, Belguglielmo Belguglielmo.
- Si accomodi. Lasci pure alla nostra Katjusha la tuba e la pelliccia.
- Faccia attenzione, è martora blesa. Si è estinta tutta in questa mantella.
- Leggo nel suo curriculum che lei è specializzato in Responsabilità sociale d’impresa.
- Senza dubbio. Oggigiorno con [la globalizzazione] [l’economia etica] [il riscaldamento globale] [i dolci sì ma senza esagerare] è diventato necessario per le imprese devolvere una percentuale irrisoria di profitti iniqui in beneficienze populiste e pretestuose.
- Noi non l’esponiamo in questi termini. Ci illustri la sua conoscenza in materia.
- La biodiversità è importante. Il distretto di Skavskasvyssølå ha reintrodotto una colonia di triceratopi nel parco provinciale.
- Non ci risulta.
- E occorre preservare le risorse energetiche. L’azienda telefonica Vodafkrkrkrprutprutprut manda in letargo il consiglio di amministrazione per tutto l’inverno.
- Curioso.
- E occorre favorire la filiera corta. La mensa della scuola di Brøttøkømÿlkølø serve solo guano di poiana.
- Saprebbe elaborare una strategia?
- Facile come una macedonia di sughero! Inoltre sono un appassionato estimatore dei vostri prodotti.
- Si spieghi meglio. Cosa l’attira nel veleno per topi?
- L’aroma. Si associa bene alle benzodiazepine.
- Ci dica perché dovremmo assumerla.
- Se non mi assumete rovescio un gallone di mercurio nell’acquedotto di Malmö.
- Lo facciamo già noi.
 
Nella foto in alto, Belguglielmo mostra le sue competenze alla giuria
 

Wednesday, January 12, 2011

Di tutti gli organi il midollo

Ero in procinto di spiegare l’importanza delle legatorie toledane per la trasmissione del rito mozarabico quando mi è montata l’emicrania e mi son ricordato che c’è più soddisfazione a rinfacciarvi la vostra ignoranza in fatto di musica. Per esempio lo conoscete Sonny Vincent? Figuratevi che sabato sera c’era gente che è uscita di casa apposta per sentirlo. È pur vero che c’è anche gente che esce di casa con un’armatura medievale di trenta chili per giocare ai tarocchi, ma di mio cugino parlerò in altre occasioni. Sonny di lavoro fa il punk, con tutti i crismi del caso, band di culto, concerti al CBGB, manicomio, e l’altra sera ha suonato all’Os à Moelle, il più vecchio cabaret brussellese nonché la prima, migliore scoperta del mio 2011. Un antro rock sotto casa e nessuno me l’aveva detto. Bisogna dire che è ben nascosto, imbocchi una strettoia tra muri di cinta, poi nel cortile prendi a destra, scendi in cantina, giri a sinistra, poi a destra e quando non vedi più nulla a parte una coltre di fumo vai al bancone e prendimi una Westmalle. Aspetta lì che vado pisciare.

Nel più vecchio cabaret brussellese il bancone in legno ha i fori per posarci i bicchieri, ci stanno i manifesti retrò e ci sta il popolo rocchenrolle, la banana rockabilly e la cresta punkettona, il giubbotto dei Rancid e la maglietta degli Specials. Le femmine dei rockers sono la prova che il tango centra qualcosa col diventare una bella donna. Alla seconda Westmalle sullo schermo son già passati Stranglers e Fad Gadget, e stasera, stasera siamo a Soho nel ’79. Sul palco monta il primo support act e sotto il palco parte il pogo. No life, no future, stasera Bruxelles mi farai sognare e sputare sangue.




Fatti una cultura.






Friday, January 07, 2011

Al cinema col Belguglielmo: Somewhere

Per non annoiare i miei lettori, che son gli stessi mi accompagnano alle feste, annoierò invece quelli che mi accompagnano al cinema. Ieri, per esempio, mi trovo con Goffredo per un panino e poi ci rendiamo conto che non siamo ancora stati al multisala. Ti va una Sofia Coppola? Trama: Goffredo sceglie una ciabatta alle carote, io il panino col gouda giovane. [Attenzione: spoiler] Subito mi s'incastra la rucola tra i denti. Così parte la proiezione e per un paio d’ore nulla mi distrae dal lavorio di lingua, nemmeno i sottotitoli in fiammingo. Giudizio complessivo: ai titoli di coda mi sono liberato dell'inserto di rucola, e devo ammettere che non mi capita con tutti i film.



Nella foto in alto, la reazione del pubblico in sala


pic from: http://www.staffsmoorlands.gov.uk/general_images/knitting%20w%20Chairman.jpg

Thursday, January 06, 2011

Elogio dei Belgi

Preambolo

In tempi immemorabili, il nome del Belgio era laboriosamente inciso su lastre di grovacca e declamato dal bardo nelle notti di gibbosa crescente con Urano in eclisse e Saturno un po’ barzotto. La pronuncia era ЭћxhøýþðğķşęŋđŧŧßæſƏǖfỗ ma variava a seconda del sidro. Comunque si accentava bene la ỗ. Poi giunsero i Romani e decisero “mo’ stamo in Belgio”. I Belgi ringraziarono con la loro specialità, birra e patatine fritte. Così fecero anche i Romani, e saccheggiarono il paese.


I belgi sono amichevoli

Il concerto dei Syd Matters è sold-out da giorni; io e Goffredo impersoniamo la speranza e la diligenza davanti all’ingresso dell’Atelier 210. Siamo immediatamente premiati da due biondòfone che propongono di venderci un biglietto; pazienza, uno di noi due dovrà sacrificarsi [non certo io]. Ma tempo due minuti ed ecco un biondòfono: ehi voi, ho saputo da due tipe per strada che cercate il secondo biglietto, prezzo di acquisto, ovviamente. Stupore più overdose di riconoscenza, e concerto peraltro splendidevole.


I belgi sono immuni al glamour

Il Metro Valdi è una bettola in centro dove i masculi dei popoli con cicatrici son soliti rimorchiare femmine dei popoli alti come uno sgabello. Tuttavia una volta al mese ospita una serata che, in occasione dell’uscita del film di Ozon, si è ribattezzata Dansez-Vous Potiche. La serata consiste nel farsi comprimere le costole dalla calca sudata al suono di Françoise Hardy e Sylvie Vartan per andare a spiaggiarsi sul bancone del bar. Errore allontanarsene, due passi oltre la birra finirà ovunque tranne che in gola. Questo solo per chi supera la prova della Sacra Moira, una guardarobiera che appallottola e ammonticchia giacche per lo stambugio lasciandoti un bigliettino con delle coordinate celesti in polacco. Solo giorni dopo scopro che il quarantenne intimidito e pigiato in un angolino della festa era il regista in persona. Ma in quel momento i balli inanellavano France Gall e Brigitte Bardot e nessuno se l’è filato di striscio. Quanto li amo io i Belgi.


I belgi stanno sul pezzo

I belgi sono emancipati

Nicolas Jaar ha appena fatto ventanni e prodotto una manciata di pezzi house che già esala un’aura di indie credibility, attira nugoli di elettrokids e manda in evaporazione le ovaie minorenni. Il CatClub gli cede il pulpito e la voluttà si impossessa del pubblico danzante, mentre la birra effettua un golpe sul Belguglielmo che finirà discinto a far su-e-giù sul montacarichi delle immondizie per lo spasso suo e di chi d’ogni tanto infilava la testa. Per fortuna avevo fatto la lampada integrale.


Nella foto in alto, la preparazionre del paté in Vallonia


pic from http://mythical-women.blogspot.com/2009/07/leda-and-swan.html

Tuesday, January 04, 2011

Post sotto l'albero


Ecco! Natale! Nasce il bambin Gesù, la gente è felice, arrivano i brutti film, per strada ci sono pezzenti e luminarie per commuovere la gente mentre le musiche fan glin-glon e i panettoni piovon dal cielo dentro alle finestre dei bambini con le lentiggini.
È anche il periodo dell’anno in cui le statue gotiche prendono vita, si spolverano un po’ e poi si mettono a tavola. Buon appetito Belguglielmo, attingi pure al calderone. Buon appetito o madre. Buon appetito o padre. Buoni questi ravioli di bufalo, mica come quelli dei cinesi, vero zia Gudula. Non me ne parlare, ormai ce n’è pieno dappertutto di quei cinesi, ne ho visti a Passavia e pure a Bamberga. Arrivano con otri di perperi e comprano tutti i fondaci. Vero, a Mozambano non c’è più una locanda dove si cucini decentemente il muflone. Giusto ieri sono andata alla sagra di santa Rodolfa che ero a corto di gabardina e – sorpresa delle sorprese – c’era pieno di forestieri che vendono carabattole. Poi son tutti uguali, chissà come fanno a riconoscersi – un po’ di mostarda sul rognone di cinghiale zio Fritigerno? Massí, al diavolo la gotta noi che possiamo approfittarne, mica come quegli infedeli che non fan che figliare. Non me ne parlare, han già invaso le vie della Gheldria, tra poco li troveremo a prostrarsi pure nel circondario di Sommerda. Ah ma io non mi lascio sopraffare, sapete, nello stagno ci abbiamo messo Putrezio, il nostro ircocervo da guardia. Saprebbe riconoscere un saraceno a biolche di distanza. Allora zia Rotrude, ancora un po’ stufato di lontra ai finocchi? Che al giorno d’oggi non si può più parlar male neanche dei finocchi. Ma ora scartiamo le strenne che Belguglielmo poi riparte nel Brabante. Dunque figliolo, vediamo se indovini che ti abbiamo comprato.
- Un ipad?
- Fuochino. Una bibbia di pietra.

Nel video qui sopra, un collage con le foto di famiglia più riuscite.