Chi?

Wednesday, August 12, 2009

Freezing news



Allora Gianluigi è emergenza montagna? Più che emergenza Cesara, sulle Alpi una carneficina, scalatori nei crepacci, campeggiatori sbranati dagli orsi, turisti impalati dai tirolesi, ricordiamo ai telespettatori che montagna vuol dire morte e devastazione (immagini, Il Nome della Rosa, cadavere nel calderone di grog). Ma le stragi sono ovunque, ieri una signora di soli centoventicinque anni è spirata sulla spiaggia di Ostia, pensa Cesara nell’indifferenza dei bagnanti, che vergogna, lei che è bagnino signor Gionatan ci dica che ne pensa “mboh, io pensa che era sicuramente ‘na pessona pebbene, veniva qua tutte ‘e mattine, d’ogne tanto la marea la ripottava a riva, fosse no dovevamo facce sopra la piramide de sabia e a battaja de bocce e a gara de calci”. I giovani non più hanno più valori Cesara, oggigiorno si va ai “rrreiv” (immagini, inglesi discinte si spruzzano champagne in faccia) ma come facciamo a sapere quando i nostri figli si sballano, “non è facile, spiega il dott. Crepet, se vostra figlia vi dice Mamma fanculo vado a un droga party, quello può essere un campanello di allarme”. In tutto questo il governo che fa, “chiuderemo internètte, annuncia il ministro La Russa, serve solo ai pedofili per chattare con quelli di Al Qaida”. Per fortuna che ci sono ancora i nostri amici a quattro zampe che ci fanno dimenticare quanto è brutta la gente, vero Enrica? Certo Cesara, vi aspetto tutti per un pomeriggio indimenticabile in compagnia di Fido, Virgola e Ciuppi Ciuppi lo scondinzolone, buono Ciuppi buono (immagini, la Bonaccorti accarezza il beagle che tiene nelle mutande). Davvero formidabili Enrica, mi raccomando non uscite di casa, dopo gli annunci Fernanda Lessa si accoppierà con una colonia di koala. Buon ferragosto.



Tuesday, August 04, 2009

Minimal moralia



La crisi del disco non ha niente a che vedere col prezzo del supporto o con il dowloading illegale. La colpa, si sa, è dei negozianti indisponenti. Scusa dove trovo l’album di David Carretta? Carretta, quello coi baffoni hai presente? Quello che fa, ehm, disco music? ....? Gli album, sai quei dischi grossi grossi con tanti pezzi, tipo dieci, che durano meno di quindici minuti l’uno e a volte cantano? Ah, voi qui solo maxi di fidget house. E un po’ di hardstep. Capisco. Cioè, capisco la tua incompatibilità con la gioia di vivere. E un serio problema di autostima se ti pettini volontariamente paro paro come gli Eiffel 65. Ah facevi il dj breakbeat maddài. E han chiuso le serate dove mixavi, te pensa. Eh, il pubblico vuole solo electro adesso – ma, ma dai noo non fare cosí, suvvia, animo, guarda che le mode ritornano, sei ancora giov-in tempo diciamo, sí sí fammi sentire un tuo mix, son sicuro che spacca. I maroni, quelli erano in polvere già al terzo giro di piatto, quando ho cercato di guadagnarmi il suo rispetto esponendogli la mia teoria sulla deep house e la minimal techno. Allora la mia teoria sulla deep house e minimal techno è che non te la puoi sentire in casa, tipo ma cosa metto su adesso, un Blur d’annata per farmi la barba e un po’ di new wave mentre cucino? Non funziona cosí. La deep house ha meno a che vedere con la musica fatta di passione e manifesti generazionali, e più con una condizione del tuo corpo. Perché la deep house risulti efficace, e ti possieda fin dentro lo stomaco, occorrono la notte inoltrata, un sound system colossale, massicce quantità di alcool e giovani corpi in sudore, combinazione di fattori che non si riproduce in un’abitazione privata (in caso contrario, la mia mail è qui in alto a sinistra). Io lo ascoltavo Martin Buttrich a casa, ma non è mai suonato cosí perfetto come quand’eravamo alla serata Plastic nella chiesa in rue Royale, installazioni alle colonne, crocifissi di lampadine, bottiglie abbandonate nelle nicchie, la trinità che mixa sull’altare: Sasha Funke, dj Hell e il celeste Martin a spargere grazia sulla pista. Fuori dal tempio, i filistei rubavano biciclette.

Deep guts - ascolta qui


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pic from http://www.flickr.com/photos/ez2axs/



Friday, July 31, 2009

Scricchiolíi



Ogni volta che torno a Provinzia per le vacanze invernali, mi incontro per una birra col Vale. Cosí, un po’ per fare il punto, un po’ per prepararci a quando berremo il whiskey da quarantenni divorziati. E niente, si passano in rassegna le vecchie conoscenze, e questo che all’ottavo fuori corso scappa nel giorno della finta laurea, e quella in cura psichiatrica che si fa ingravidare da un tossico, vedi alla fine noi siamo dei sopravvissuti. Da cosa, faccio io. Tutta colpa degli anni novanta, risponde saggio il Vale. Perché se c’era una certezza condivisa, questa concerneva lo squallore di quel decennio per chi vi adolesceva. Tanto condivisa da suonare luogo comune e compiacimento retorico, tipo quelli che si difendono col vittimismo eh ma oggi se ti dichiari comunista passi per appestato, oppure ma a noi di destra sai ci trattano da barbari. Ci ha provato anche Socci con la storia dei cattolici perseguitati, questo mentre il Pontefice scomunicava le conquiste umane degli ultimi centocinquantanni e per sicurezza anche quelle a venire. Però siccome le certezze scricchiolano, e l’amarcord rivendica un qualche suo oggetto di attenzione, di qui alla riabilitazione è un passo. Allora anticipiamola noi che c’eravamo, prima che ci scongelino LaBoucheCoronaThinkaboutheway Ringhidiriringhidiriringhibon e io capisca l’imbarazzo di mia madre quando facevano cantare Piero Focaccia alla Rotonda sul Mare.
Però una volta soltanto, che rovistare nella spazzatura va contro tutti i miei principi.
Scheletri nell'armadio - ascoltali qui
(
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Salve padre. Dica tutto figliolo.
Dunque, padre, sarà lunga.
(gli passo un auricolare)
♫ Ecco, questa è Mi rubi il sole: zarro pride! Spero dal più profondo del cuore che abbiano guadagnato abbastanza per fare le gare con gli scooter d’acqua e ubriacarsi in ciabatte per il resto dei loro giorni.
♫ E questi sono i Cinque. Non è veramente ninetees se non c’è una boys band. E un biondone col piercing.
♫ Questo è grave grave. La pornoinfermiera, l’uomo delle cinquantamilalire e un altro elemento che dirgli androgino gli si fa un complimento. In realtà sono stimati professionisti in Svezia (il baffone è un analista finanziario) e l’Esercito degli Amanti è uno studiato esercizio di eurotrash. Però il video di Judgment Day, quello era troppo.
♫ La cantante dei Republica l’avrei presa a schiaffi. Anche adesso. Samantha dove sei vieni qua un attimo.
♫ I KLF che storia! Che malati! Finì che distrussero il loro stesso catalogo.
♫ Dei One Dove no, non ci si deve vergognare.
♫ Pezzi precisi, timbri puliti, le Acque Cristalline sono state il riferimento della dance anni 90. Poi le hanno messe in una teca vicino al metro di platino-iridio.
...
(mi riprendo l’auricolare)
...
Allora padre, mi assolve?
Mmh. Due ore di Diamanda Galas.
D-due?
E stia lontano dai ragazzi col piercing. Pace a lei figliolo.


Tuesday, July 28, 2009

The Britpop trilogy - part 3



Da Wikipedia, l’enciclopedia che ha riabilitato gli oroscopi:


Belguglielmo è un innesto di spirito anglofilo, passaporto italiano ed alcolismo belga.
“Sono frutto di una sbronza di Ben Sherman e Dusty Springfield,” racconta di sé, “mi hanno barattato per una forma di parmigiano e lasciato crescere in val Padana”. Ma sulla sua origine le teorie divergono. “Era molto piccolo,” racconta in lacrime la madre, “dimenticai la TV accesa durante un episodio di Fawlty Towers. Non è mai più tornato lo stesso”.
Belguglielmo si considera prigioniero politico (mai guardato Benigni, Verdone o Pieraccioni) e si distrae con ingenti dosi di Absolutely Fabulous, Black Books, The IT Crowd, Gimme! Gimme! Gimme! e Little England, questo nel tempo libero.
Nel tempo pieno invece, si danneggia i timpani con l’Ipod. Ascolta compulsivamente Joy Division, Smiths e Saint Etienne che spera vedere un giorno esibirsi vivi e tutti insieme ad un festival di beneficenza per i ragazzi meno fortunati, cioè quelli nati sul continente.
Belguglielmo ama i concerti pop per ballare tra la folla, bere nella folla e limonare con la folla. Ritiene che la musica a basso volume sia un torto alla musica e anche al volume.

Sono nato britpopparo 3 – listen here
(link alternativo)


♫ I giorni che rimpiango: io e te, ci guardiamo nelle palle degli occhi, mi stringi la mano, corriamo a piedi nudi, ci abbracciamo e chissenefrega, così per sempre. Per tre minuti almeno.
♫ Il Lampo Semina: e depone concentrati di melodia sbarazzina, tipo big-babol taglia spugna di mare. Gli inglesi apprezzano e gli commissionano un indimenticato inno per gli Europei.
♫ Raffreddore da fieno: aaah il pop scozzese, un monumento gli si dovrebbe fare. Che poi non ho mai capito perché i Travis fecero il botto subito e invece i Sinatra da Pattumiera suonano ancora alle sagre delle vacche. Fatti del bene, comprati i loro dischi. Te li pago io.
♫ Stephen Duffy, che tempismo, abbandona i Duran Duran appena prima comincino a vendere sette miliardi di dischi, per formare invece i Lilac Time che di dischi ne vendono sette (due sono in camera mia). Poi capisce come gira e si prostituisce per Robbie Williams. Proprio quando quello comincia a prender chili e parlare con gli alieni.
♫ Sì, i Dylans sono degli epigoni, e allora? Senza i “minori”, la scena non esiste. Loro si sobbarcano il compito di emulare i prescelti, loro si fanno dileggiare dalla critica, loro danno vita ad un genere. Sono i muli del britpop, onore ai Dylans. E poi cazzo, qui cantano “love” una dozzina di volte, se questo non è crederci...
♫ Son sempre stati un filo inquietanti gli Ordine Nuovo, originati da un suicidio ed in perenne morphing con i Commessi del Negozio di Animali Domestici (con cui peraltro si accoppiarono carnalmente in seno agli Electronic, Johnny Marr pure nella mischia). Regret è la cosa più nineties che si possa concepire.
♫ Dimentica i plagi di Lennon e T-Rex, dimentica la faccia da schiaffi e il monociglione, dimentica tutta la discografia, degli Oasis rimarrà solo quest’orgasmo neopsichedelico che neanche loro sanno come gli è venuto cosí bene.



Friday, July 24, 2009

Burning news



Questo sabato, 7 di mattina, gli italiani con almeno un punto sulla patente si sono messi in macchina, tutti, contemporaneamente (gli altri aspettano sul cavalcavia con i sassi in mano). Un numero a cazzo di milioni di famiglie sono in viaggio verso milioni di località balneari, le autostrade sono bloccate, vedi Cesara questa è l’A15 - l’Autosole - la Cisa - Roncobilaccio - Barberino di Mugello - il Frejus - la Dora Baltea e la Dora Riparia, una coda interminabile, la gente è bloccata, non se ne può più, i soccorsi ritardano. Colonnello farà caldo? Caldissimo, ecco avete sentito il clima è impazzito, che consigli ci date, non uscite di casa fino a settembre, ricoprite i bimbi di crema (immagini, i vecchi bolliscono nelle fontane, turisti obesi si passano il fazzoletto in fronte e se lo strizzano in bocca). Le città sono deserte, ecco vedete Milano (immagini, piazza Duomo, giapponesi fotografano il manto stradale), qui è tutto vuoto, la gente è partita, i rumeni si stuprano tra di loro. Ma non dimentichiamoci la crisi (immagini, Napoli, disoccupati mangiano immondizia), ah ecco ora aggiornamenti dall’estero, in Europa roghi dappertutto, l’incendio che sta devastando la Grecia ha raggiunto il Portogallo e già si teme per la California mentre nell’est Europa allagamenti del Danubio, ecco vedete quel lago? Sotto c’è Vienna (immagini, pianoforti a coda trasportati dalla corrente). Ma con questo clima, cosa potremo mangiare? Yoghurt, risponde Belén Rodríguez in collegamento tutta nuda, guardate come fa bene alla linea aggiunge, mentre si spalma lo yomo sui capezzoli. Sí ma lo yoghurt non basta, riprende l’inviato, infatti noi quest’estate ci diamo al formaggio, intonano in coro le Letterine mentre fanno il trenino in spiaggia ciascuna con una mozzarella nel culo. Ma dicci Gianluigi, e la febbre suina? E’ emergenza Cesara, tutta l’Indocina è in quarantena, c’è l’esodo, temperature record, i giovani si drogano sempre di più, dal mare sale una bestia scarlatta e l’angelo dell’abisso suona la tromba. Da Pinarella è tutto, a voi la linea.

pic from http://jackfrost.blog.co.uk/

Thursday, July 23, 2009

The Britpop trilogy - part 2



Il problema della british invasion è che dopo non segue mai l’occupation. Cioè quelli dovevano restare qua, mettere la Rai in protettorato e mandare alle Falkland tutta Radio Italia. Ma ti rendi conto, nell’81 parte Mister Fantasy, con Massarini vestito di bianco, più rassicurante del maestro unico, che apre la porta alle corrazzate di Adam & the Ants, Tubeway Army, Human League, un tripudio di ombretto e sintetizzatori, e da noi che si genera? Le cassettine Mixage con il singolone dei Ricchi e Poveri, che quasi ci tocca commuoverci a risentire i Righeira. La, languidi bri, bababababaciami, non so se mi spiego. Ci danno pure un’altra chance, c’è Videomusic, Suoni e Ultrasuoni su Raistereo2, i timpani italici si scrostano al suono british, e i nostri che pensano? Aò fichi ‘sti Oessis, píia ‘mpo’ quer tipo checce canta spiccicato cor nome uppo’ esotico checce fà er botto. Due sottaceti et voilà, Daniele Groff è servito in tavola, tanto Ramazzotti* vince il Festivalbar finché Salvetti non crepa di gotta. Che poi chissà che pensavano gli artisti quando sbarcavano al Roxy Bar dove Red Ronnie col cervello nel lambrusco li obbligava a duettare con Jovanotti. Noi, l’esterofilia a tastoni, nella gabbia dell’infinita provincia. Di là si sfornano mode, la Vivanne Westwoood, i punk, i new romantic, qua béccati i paninari, cosí anche la mamma in fondo è contenta perché si sa, le Timberland son scarpe che durano. Di là risorge il piercing, l’EBM, il trip-hop, per noi 883 e l’ermeneutica del flipper. Siano lodate le low-cost.

♫ Sound: come fosse ieri. L’incedere epico, il falsetto di Tim Booth, il battesimo nell’acqua, i fiati santo cielo i fiati! Rimasi in trance davanti allo schermo, maledicendo poi Videomusic che si dimenticava di sottotitolare i pezzi. E provate voi a cantarla al negoziante, sai quella che fa Mavauuuuuuuh. Quante sòle mi ha rifilato prima di scovare quell’album magnifico. Che dico, ma-gni-fi-co.
♫ A posto? A postissimo.
♫ Gente comune: l’Enciclopedia Britannica non basterebbe per decifrare la formula alchemica di humour, cinismo e sociopatia che fanno di questa canzone, questo album, questo gruppo la summa della bla bla bla - ballatela gente, ballatela e basta.
♫ Saint Etienne: che cosa? Mojo pubblica uno speciale sul britpop e non mi consulta per scegliere quale pezzo dei Saint Etienne è il più meraviglioso tra i meravigliosi? Io che ho tutti gli album le edizioni limitate le raccolte giapponesi? Io che volevo sposare Sarah Cracknell? Io che impazzivo per iscrivermi al fan club? Che bisognava mandar loro 3 sterline e un francobollo con la Regina, roba rara in Valpadana, ma loro che stile eh. E comunque ho deciso, sui Saint Etienne devo aprire almeno tre blog di approfondimento. Mandatemi 3 sterline in busta chiusa, now.
♫ Ciarlatani, gruppo tutto di un pezzo. Mai uno sputtanamento, una collaborazione sbagliata, una sbavatura estetica, questi sono gli integralisti del britpop. Santi subito.
♫ Paul Weller, lui, l’icona di ritorno, il musicista rigoroso, l’uomo senza fronzoli, l’autorità virile, la guida venerata. Finiti i Jam troppo presto, gli Style Council troppo tardi, si ritrova una schiera di adepti schitarranti che lo riportano in processione. La pettinatura però potevano anche lasciargliela a casa.

* Ramazzotti è un virus diffuso dalle pizzerie in modo endemico tipo i conigli in Australia solo che non gli si può sparare.


Tuesday, July 21, 2009

The Britpop trilogy - part 1


Dicevamo, mi guardavo le scarpe. Lo struggimento a suon di buona musica, io chiuso nella mia cameretta a sfogliare i libretti dei ciddí della 4AD e della Creation. Senza peraltro capirci un granché visto che non riportavano i testi e la grafica di Vaughan Oliver era puro virtuosismo onirico. Ma come numerosi esperimenti possono dimostrare, l’adolescente evolve anche isolato dal contesto prossimo, nel mio caso il paesino padano col suo campanile e i suoi campi di pomodori. Poesia della vita in campagna, ho sentito bene? È la tua ultima risposta? Complimenti, vinci un soggiorno luglio-settembre in una sala giochi della Valnure, con gare di petardi e deportazione settimanale in parrocchia. Mettitelo bene in testa, la provincia è la geografia della noia. Detto altrimenti, dove c’è asfalto, c’è civiltà. Quella che a me arrivava via satellite. Una delle prime paraboliche taglia Echelon venne infatti installata sul mio tetto. Quando volevi passare da Astra a Hotbird, l’antenna ruotava rumorosamente su se stessa annunciando al vicinato che andavo a trovare Lilo Wanders sulle TV tedesche. Dopodiché 120 Minutes e Alternative Nation su MTV, quella vera. Cioè Toby Amies, mica Maccarini. Lí, il britpop mi scoppiò in faccia come una rivelazione.




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♫ Tied to the 90s: il mio cane si ricorda ancora con terrore di quel video. E del suo padrone euforico che si ostinava a far ballare uno schnauzer.
♫ Il giorno in cui prendemmo il treno: “You and I should ride the cost and wind up in our favourite coats”, pura letteratura in 3’06”, niente di più potente è stato scritto negli anni ’90. Noi il treno lo prendemmo davvero.
♫ Nitrato animale: e io che ne sapevo che si parlava di ossa rotte e animali da letto? Comunque Brett, che gran classe.
♫ Christine: mi sbucò da una videocassetta, quelle che lasciavo andare a velocità dimezzata la notte per catturare i video e poi passarli sui nastri da 90. Il Boulevard des Clips su M6 era una miniera.
♫ Way behind you: il pop non si spiega. Sboccia cosí, e cosí va consumato.
♫ Burn baby burn: la bomba. Un giorno la passeremo ad una festa, correremo tutti per la casa, rovesceremo ogni cosa e saremo felici.
♫ Waking up: sí, è un mezzo plagio degli Stranglers. Considerando che altri loro pezzi erano plagi completi dei Wire, questa gliela passiamo.
♫ Ragazze che sono ragazzi, a cui piacciono ragazzi, in vacanza, in Grecia. E se non fosse abbastanza, il video con l’acquasplash, bisognava osare. Ma il britpop è questo, la rivincita della lower class. E attenzione, dice “love in the 90s”. Lo dice proprio.
♫ Luna amara: A giudicare da google, sembra che di loro mi ricordi solo io e qualche mercante su e-bay. Eppure fu clip della settimana su Videomusic. Comprai anche il vinile. Dev'essere stato qui il primo segno di militanza.
♫ Big city: fu la sigla settimanale di un programma con Mixo. Commozione, prego.