Chi?

Wednesday, December 01, 2010

Meglio corto che interrotto

Mamma voglio fare il regista! Certo caro, intanto finisci di mungere. Per fortuna hanno inventato i corti, cioè un bravuomo, che non ha i soldi non ha il tempo non ha gli attori, filma per cinque-sei minuti e se alla fine dice “questo è un corto” diventa un regista-di-corti, senno’ rimane un bravuomo che filma le capriole del cane, o uno sporcaccione se filma quelle della moglie. Anche se pure lì c’è tutto un mercato che gira. (non ne so nulla) (l’ho letto sul Financial Times).

Le varesotte dei Cortisonici si premurano di fornirci una selezione di corti alla Piolalibri, e a dispetto degli scampoli di poesia disseminati tra un esercizio e l’altro, il mio premio della critica va senza indugio a codesto capolavoro:





La cena cum varesotte include supporter nonvaresotta con cappello di panno e sicumera girotondina che, tra il dolce e il caffé, porge un foglio ai vicini di tavola. Metteteci la vostra e-mail che vi faccio sapere quando organizziamo la visione casalinga di Vieni via con me. Le dico grazie, capisco che genuflettersi intorno ad un programma satirico col gruppo di ascolto democratico faccia molto azione civile, ma io preferisco andarmi ad ubriacare al Recyclart. Blasfemo! Provocatore da due soldi! Qualunquista! Cattiva maestra televisione! La persuasione occulta! La società dello spettacolo! Il tramonto dell’occidente! Il quarto potere! No logo! Bella ciao! (pausa per respirare) Eccetera!

Comunque al momento del conto mancavan dei soldi.

Monday, November 22, 2010

La Biondezza delle Nazioni

Stanotte ho sognato che uno dei Matt Bianco era morto; al mio risveglio la radio suonava i Matt Bianco. Ragazzi, ho un talento nascosto e non so che farmene.
[parte il sottofondo, basso, beat e tutto il resto: Barbra Streisand! - uh-uh uh-uh uh-uh-uh uh-uh-uh uh]
Cari amici la cui ultima un’emozione forte risale al casinò di Lugano nell’86 quando ci cantava Lara Saint Paul, questo mese Belguglielmo è fiero di annunciare che si è dimenato per voi al concerto dei Charlatans, planando con compiacenza sulle generose code neopsichedeliche insieme ad Amica Altissima. Per inciso, Tim Burgess portava un maglione preso dai sacchi della Caritas e il caschetto di Raffaella Carrà quando presentava Milleluci.
Per la prima volta inoltre, Belguglielmo è andato in palestra due volte di seguito senza che nel frattempo essa abbia cambiato gestione o indirizzo. Esigo addominali da urlo entro sabato prossimo. [Barbra Streisand! - uh-uh uh-uh uh-uh-uh uh-uh-uh uh]
Week-ends di Belgio, freddo fuori, caldo dentro. Allo Zonneklop per esempio, dove l’amico der Deutsch-Französische Motor incrocia Patricia&Patricia, e tutti quanti ci imbuchiamo al compleanno teutone. L’amico der DFM si tramuta in draga da mohito, si impossessa di parrucca e socializza con die leute, il cugino è speechless e i nostri piedi scalpitano. È ufficiale, abbiamo dirottato il party e la tetra festeggiata Susske dovrebbe solo ringraziarci che per una volta la gente dopo averla vista andrà a casa felice anziché prenotarsi un lutto per l’anno prossimo alla stessa data. “Pronto Inga, prestami un morto”. “Ti ha invitato la Susske?”. [Barbra Streisand] [uh-uh uh-uh uh-uh-uh uh-uh-uh uh]
Ora tutti in cerchio ed evochiamo lo spirito di Claudio Capone.
- Eccomi. Che volete da me?
Leggi per noi, forte e chiaro.
- «Conversione di stipendio Belguglielmo in birra>sigarette>lampade UVA fratto numero di serate fratto numero di limoni». Che è sta roba?
La formula di Belguglielmo per calcolare il costo di un limone. Rivoluzionerà i mercati.
- Non volete sapere com’è l’aldilà?
Grazie Claudio ma abbiamo già visto Beautiful. Ora datemi il nobel per l’economia. Va bene anche un Ambrogino d’oro. O una birra media.
[Barbra Streisand] [uh-uh uh-uh uh-uh-uh uh-uh-uh uh]
Alla serata Stoemp!, per esempio, la quotazione stava a venticinque (cinquanta euri fratto due limoni), *due* lo dicono i testimoni. Io non ricordo e comunque mi dichiaro estraneo, ho qui pronto il comunicato stampa. Eppure ricordo tutto il resto, che Playmobil piantonava il suo Ryan Reynolds da viaggio, che la Divapuglia si è inorridita all’apparizionne del nudista a fine party, che indossavo la camicia a scacchi, che io ho posseggo solo camicie a scacchi, e che mi ero pure rasato per bene. No, non in faccia che la barba cresce fulgida. No, nemmeno il petto che si vuole morbido e accogliente come lo zerbino davanti alle villette a schiera. [Barbra Streisand] [uh-uh uh-uh uh-uh-uh uh-uh-uh uh]
Sì ma il sabato prima, quando sei sono tornato? Uhm, alle 11. Cenerentolo! No, non hai capito, le 11 del giorno dopo. Pessimo, che hai fatto? Ho scoperto nuove fermate della metropolitana. [a Ribaucourt ci sono i fumetti sui muri] [ora lo sapete] [era per cambiare argomento]. Comunicato stampa: causa coscienza affogata nella birra, ego disperso e superego che pomiciava in scioltezza, sabato sera la volontà del Belguglielmo era telecomandata dall’astronave dei Ricchi e Poveri. Il corpo del Belguglielmo in ritorsione ha aperto un mutuo per quindicianni di tosse.
- Dottore la prego, almeno mi prescriva lo sciroppino!
- Nulla, lei veda di fumare meno.
- Ma lo sciroppino...
- E la smetta di bere.
Devo ricordarmi di cambiare medico.
[Barbra Streisand] [uh-uh uh-uh uh-uh-uh uh-uh-uh uh]


Nella foto in alto, Barbra Streisand ha finalmente una bella cera.

pic from http://www.kspace.tv/wp-content/uploads/2009/08/duck_sauce3.jpg

Tuesday, November 09, 2010

Microblogging #3



Un altro vantaggio del [microblogging], che prima non sapevo perché l’ho deciso ora, è che si presta agevolmente agli [omissis], ovviamente arbitrari e tendenziosi. Infatti questo sabato io e [ ] siamo andati a [ ] dove abbiamo [ ]. Tutto gira intorno alla festha dove l’amico Cif deve mixare per popolo fiammingho, e si sa che per amico Mister Ego le Fiandre sono un po’ come l’eroina tagliata troppo pura. Infatti Mister Ego ad un certo punto della festa [ ] inspiegabilmente [ ] chiamando da [ ], mentre povero Belguglielmo assiste a fissione di festa di piano numero quattro con festa di piano numero sei e tutt’intorno spintoni - strusci - camicie strappate - ammiccamenti - scherni, ed il festeggiato esercita diritto di [ ] su tutte le fiamminghe presenti, le quali soprendentemente glielo concedono. Belguglielmo [un po’] asseconda i furbetthi, [un po’ tanto] si scoccia, poi decide che basta e va al [ ] per [ ] che lí almeno si va sul sicuro. Allora caro amico fiammingho della festha, fai poco il furbettho. Oggi ti va bene che i tuoi genitori invece che guidare il treno come sognavano da piccoli gli tocca commerciare diamanti per pagarti l’accademia aborigena di graphic design, che l’affitto te lo paga la Comunità contro l’Estinzione dei Fiamminghi e a te ti resta da pagare giusto la birra mentre che fai il furbettho. Oggi. Tra un anno un anno e mezzo, del tuo atelier di pittura su burro rimarrà un’asta fallimentare, mentre spupazzerai un frugoletto dal nome di tre lettere e gli occhi uguali ai tuoi. E ripenserai alla festa in cui lei ti ha bucato il [ ].

Nella foto in alto, potrebbe capitare anche a voi.



Wednesday, November 03, 2010

Microblogging #2

Il [microblogging] ha il vantaggio di indicarvi il pensierino centrale, così non vi confondete col resto e potete usare il vocabolarietto figurato, avete presente i libretti dove c’è scritto [m-u-c-ca] e accanto c’è disegnata [la mucca]. Vi aiuto ancora [padella] [tartaruga] [transustanziazione]. Dicevo, tanti minipost su altrettanti miniavvenimenti, per esempio [i Dag för Dag come gruppo di supporto], lei Mata Hari in postgravidanza, lui sudato fradicio e la barba fulgida, che si è capito che [la barba fa assolutamente tendenza uomo duemilaedieci], e io sto troppo sul pezzo, difatti ho la brand new barba e i Dag för Dag ve li postai qualche compilation addietro, giusto per mettere i puntini sulle ö. Come suonano? Suonano come [Echo & the Bunnymen], che siamo d’accordo va benissimo per aprire la serata agli Shout Out Louds, che invece suonano un po’ come [Aztec Camera] e un po’ come [i Cure di Friday I’m in love]. I Cure, siamo d’accordo, sono un ottimo test per dividere le persone tra quelle che capiscono di musica e quelle che boh ma i Cure non sanno suonare la chitarra [grazie amici ora parlate un po’ della gnocca].



Nella foto, il concorso di selezione del personale alla Commissione Europea


Tuesday, November 02, 2010

Microblogging




Belguglielmo! Ma dov’eri finito? Innanzitutto grazie per la domanda. In secondo luogo, in molti ma molti posti facendo un sacco ma un sacco di cose, che ora non posso divulgare tutte in un unico post perché rasenterebbe la taglia di un romanzo russo solo con molto più sesso e rocchenrol. Diciamo più rocchenrol. Poi sono pigrissimo e sono in angova, e quando vado in angova divento sentimentale. Tra l’altro volevo dirvi che vi amo tutti incondizionatamente. E siccome sono pigro, passo allora al [microblogging], tipo numerosi post ma con un concentrato di informazione, per esempio [ieri sera sono andato al concerto degli Shout Out Louds]. “Potevi usare tuitter”. Aspetta, non è mica finita. [nel pubblico c’erano solo svedesi olandesi e islandesi, collettivamente sotto i ventiquattro anni]. “Guarda che anche quello ci sta in tuitter”. Aspetta, [io e l’amica Quellaragazza eravamo i più attempati della serata], al che voi dovreste lasciare un commento del tipo “maddai Belguglielmo non essere invidioso tu fai sette anni meno della tua età”, d’altronde io vi ho detto che vi amo. Ma ho mentito, io sposerò il cantante degli Shout Out Louds perché ha una barba bellissima (“maddai Belguglielmo non essere invidioso anche tu hai una barba bellissima”) e poi anche se non era in scaletta mi ha cantato Normandie nei bis dopo le grida mie e di una minorenne norvegese, e questo in un paese dove se chiedi una fetta di pane in più al ristorante ti dicono che il pane è finito. Oppure te la danno perché sei una minorenne norvegese. “Si ma stava tutto in tuitter”. Senti fanculo te e il tuo tuitter (mi è passata l’angova), vabbè che col postmodernismo si realizza l’atomizzazione del sapere – applausi prego – ma il tuitter non è comunicazione, che a comunicare una frase alla volta era buona anche la bambolotta di mia sorella, e questo finché non estirpai il lettore dei dischi dalla schiena della bambola nella mia già precoce sete di conoscenza. A proposito, datemi un’altra birra. Ve l’ho detto che vi amo?

Thursday, October 07, 2010

Last night a STIB bus saved my life


Lo sciroppo alla codeina val bene un malanno, pure le pasticche di pseudoefredrina, per non parlare della puntura-bomba al cortisone. Diresti il menù di un raver bresciano, è invece pragmatismo dei medici belgi, io figurati, nessuna obiezione. A parte la predica della farmacista a cui mostrai una prescrizione per pseudomorfina (nel caso, rifiutatela. Non vale una paternale in farmacia). Ora ho di nuovo due noci di cocco in gola e non so se gioire dei lenitivi che mi concede la ricerca o imprecare contro il mio corpo che manca al suo dovere di sostegno per le perdizioni.


Sí, ho di nuovo visto la luce. No, non in forma di spirito santo, che non lo distinguo mai bene dai piccioni e dalle tortore. Sí, ho visto di nuovo la luce del mattino nordico, per troppi sabati di seguito. E sí, c'è compulsione. Un tempo la porta di casa si apriva su un deposito di felicità, ora al suo posto c’è una cornice vuota, cioè non vuota, c’è ancora la mia foto dentro, ma non c’è più la felicità assieme, quella con la kappa. E ad ogni modo perché dovrei concludere in casa la mia settimana segnata da: seminario sugli indicatori per misurare la Sfiga in Africa + riunione con un consulente senza sopracciglia che beve l’acqua calda + colloqui con gente che i colloqui li ha imparati nelle fiction. Uscire, ovunque.


Dove, ripeti? L’inaugurazione di un concept store di una marca di unqualchecosa, farfuglia colpevole l’Italia-nel-Mondo mentre davanti allo specchio io mi sto ancora pettinando i riccioli sul petto. Sveliamo l’origine del suddetto unqualchecosa. Leva il cavalletto. Leva il cestello. Leva dinamo, luci, campanello. Leva anche il cambio. – Ma? Il cambio? – Leva tutto ho detto, e vernicia di rosso pomodoro, indaco cromato o giallo zabaione. Il risultato è (a) una poltrona per Karl Lagerfeld, (b) una bici fixed-gear per tutti gli altri. Tutti gli altri si intende i giovani maschi metropolitani nella muta tra lo skateboard e l’età da lavoro, privi della turpitudine di euro necessari all’acquisto del suddetto unqualchecosa e la cui euforia ritarderà la meritata morte del concept store che osa venderlo.


Seguirà la serata al Bazaar, dove Divapuglia fa amicizia con il bucaniere, l’orso glitter in fuseaux e gli altri portenti delle notti brussellensi. All’Atelier 210 invece, si danza in mezzo agli attori della pièce di Pasolini, pièce che fa vomitare Black Mondella tutta notte. Più su, alla Gare du Congrès, è in scena la serata High needs Low, dj tedeschi, luci violente, birre troppo calde. Belguglielmo si introduce nei flussi, dichiara amore eterno a Lady Jane, finisce le sigarette, vaga. Poi il collasso, il black-out, i buttafuori. Non è grave, non è grave. Ci sono i trasporti pubblici per quando ne ho bisogno. Non ci sono più i ventanni proprio quando ne ho più bisogno.


nella foto in alto: non serve a nulla ma lo devi avere


pic from: http://www.eightyseven.nl/work/fixed%20gear.jpg

Tuesday, September 14, 2010

Karmacoma





Hallo fruttolino, ti ho rakkontare ti amika sfortunata ke skopre matre a letto con pastore tetesco, esordisce Ulrica preoccupata di lenire un animo inquieto quando non sta mixando gli extended play di Romina Power. Lodevole ma vano esercizio, perché Belguglielmo sa quel che gli serve, soprattutto quando a mezzanotte l’orologio fa din-don.

Sí perché, caro amico in blocco emotivo da quando il tuo avversario alla partita di scacchi iniziata nell’84 è deceduto per logorio, Belguglielmo si è dato al posto tuo agli sport estremi uscendo per una settimana ogni sera di seguito e, contro ogni legge fisica e morale, ne è sopravvissuto. Ce n’era bisogno? No, amica educatrice solidale che imbocchi semolini ai fratelli meno fortunati mentre ti osservano le tette illibate, e sia lodato il tuo lavoro sottopagato da una cooperativa vaticana per salvaguardarci dai costi e dai benefici del socialismo scandinavo. E’ che sono un seguace del superfluo, oltre gli ostacoli, per tutti gli uomini liberi. Converrai anche tu, il Natale senza consumismo è solo un giorno con la messa più lunga.

Mio ciliecino, sai ti amika triste con tre tette ke è stata tratita ta marito infetele con tre testikoli, prosegue Ulrica, per nulla convinta della mia teoria su come spendere i punti karma accumulati in eccesso. Allora tocca spiegare gli antefatti, di amico Vale in coma amoroso e io che lo distrarrò con saliscendi in bici per Bruxelles. Frugamento nel cassetto delle chiavi – porta cortile, ingresso ufficio, diario scuola media, manette – ma nessuna traccia di chiavi del garage. E allora pronto signora candida vecchina imperatrice dei garages, ha mica una chiave di riserva, Certo Belgugliemino caro, e tu daresti una mano quel sabato d’agosto alla mia associazione di candide vecchine? Sebbene abbia evacuato tempo addietro la mia dimensione spirituale con una dose abbondante di fave di fuca, ho ancora riflussi di dignità umana. “Lei che è giovane e forte”, mi accolgono le Vecchine Candide & Co – Belguglielmo risulterebbe giovane e forte solo a fianco di un ospizio terminale, e si dà il caso che Belguglielmo si trovi esattamente lì – “lei che è giovane e forte spingerà Madame Quintale”. Sotto il sole d’agosto. In collina. Sui cubetti di porfido. Bongiorno signorhh (asma) “attenzione giovanotto, non mi pare forzuto” (pragmatismo dei sovrappeso). Con scatto felino ed abile mossa, Belguglielmo si tramuta in Sisifo e riconsidera la rupe Tarpea.

Gruvierino mio, ti ho rakkontare amika infelice riputiata ta patre guartiaboski e rimanere incinta ti stambekko alpino, riprende Ulrica che a volte dimentica sia i fondamenti del dialogo che del conforto. Ora lasciami parlare.


Grazie al carico di karma e agli esercizi spirituali (esco dal mio corpo per farci stare più birra), attacco il programma, prima serata: Dansez-vous Français. E allora corri ragazzo laggiù, al Metro Valdi che stenta a contenere gli afflussi alla festa veterotrash. Divapuglia, la mia barba ed io siamo un trio all’erta e pieni di brio, ma la compressione dei corpi rasenta l’effetto strage.

Rinunciando a proiezioni neorealiste e massaggi di robiola, l’Italia-nel-Mondo porta il dream team alla Jeunesse en fête, il festival al parco di Uccle calpestato dalle scarpe ballerine delle altissime figlie ricche e i polpacci biondi degli altissimi figli ricchi. Concerto gustoso dei francesi Curry & Coco, seguito da un onesto esercizio degli Sharko, arriverà il giorno in cui ’sti giovani belgi si disnibiranno dal complesso dei Deus. Ma il team non soccomberà ad Uccle, e splendido splendido nel cielo va, raggiungendo la piazza San Bonifacio. I suolo è ricoperto di tappeto erboso e cannucce di plastica per il Brüxsel Jardin Open Air, con (inaspettatamente ottimo) dj set finale di Lady Jane, una che generalmente, piuttosto che far ballare qualcuno, passa i lati B al contrario spuntandoci la birra sopra. Chi porta zainetti, chi tiene bottiglie, chi lattine di pils, mentre dj A (A sta per Agonia), lui, giunge alla festa con un romanzo macedone in mano. Dj A (A sta per Ansia) è quello che mixa a 110 bpm e abbassa la temperatura della stanza col respiro.

Poi c’è l’altro venerdì dove, per digerire l’hamburger di les Super Filles du Tram, Belguglielmo solitario nella notte va al Pilgrimage Party, sabba dark brussellese che si riunisce randomly allo Steel Gate. Attorno ad un soundsystem irritualmente docile danzano i glauchi poseurs della provincia gotica e prototipi difettosi di Alec Empire, accomunati da pettinature tenute ad ampia distanza dal concetto di decoro. Quando suona Closer dei Nine Inch Nails, la commozione è d'obbligo.
Sabato recupero Divapuglia, inspiegabilmente atterrata al Botanique per il Saint-Jazz-ten-Noode festival in compagnia di Ken-Principe-di-Fiandre e Ken-Lustrami-la-Lupara, e si riparte. Direzione Biberium, raggiunti da Playmobil e Mobilplay alla serata Bitchy Butch, tra indiequeer e camioniste in salopette. Nel pubblico piacevolmente lurido, i sosia di Lou Doillon, Julian Casablanca e Kurt Cobain, e quando parte Smells like teen spirit nessuno trattiene i piedi al suolo. Poi la notte è fulva, now I wanna be your dog, il sole sorge a tradimento, e a tradimento piomba il sonno mentre il bus prosegue la corsa. Perso in un villaggio svizzero, cerco la via del ritorno, il viso e la camicia fradici, non sono lacrime ma piogge del mattino. Varco la soglia del silenzio domestico ritmato dai timpani in furore. Perché in fondo, Belguglielmo, ha due grammi di felicità chiusi dentro l’anima e al mondo vuol sorridere.

Nella foto, Belguglielmo e il suo maestro producono aroma di patchouli durante un esercizio spirituale del terzo livello

pic from http://blog.q-taro.com/archives/pics/2006/12/daigokin-thumb.jpg