Chi?

Saturday, July 03, 2010

Casual Friday

Con Goffredo la tappa obbligata è il Belgica con la lobby dell’infradito. Belguglielmo ti presento Giantumino Gianrobiola Giangagauzo e già accoppo la remota possibilità di una conversazione con inequivocabili sbadigli strappamascella. Sia ben chiaro: ho trentafuffola anni ed apprendere a corpo scevro d’alcool le mansioni di un tatuaggio tribale al sottosegretariato per le babbucce piuttosto che la destinazione delle sue vacanze pornoetniche non farà di me un intelletto migliore, tantomeno se la sua gittata d’attenzione segue il movimento di indistinte canotte alle mie spalle. Il mio contributo al tasso di impiego già sottrae troppo tempo alle amicizie consolidate perché io consumi lo stato di veglia con portatori smanicati di bevande fosforescenti. Io le ho consociute le vette del sorseggio, e nessuna prevede contaminazioni mentolate. Piuttosto Black Russian, per partenze solide. Orange Blossom con Brandy, per esiti viscosi. Poi sono caduto in una cisterna di birra ad agevolazione linguistica. Ook een pintje alstublief. Allora questo è Giangorgoglio che lavora per il borgomastro di Brainlenœud – no grazie io troppo sobrio io bisogno di ballare io voglio la pillola rossa e la pillola blu.




♫ Mi è sempre stata sulle balle la Chloé, con il suo ditino alzato a ritmare impassibile gli elogi dei puristi, ma quant’è precisa ma quantè pulita. Distant, paradossalmente, accorcia le distanze con la pista da ballo per muscoli e cervelli.
♫ Beat spaccatimpani su precetti declamati. “Non andrai nel bosco col migliore amico del tuo ragazzo per farti di droghe e piantargli le corna”. Dan le Sac la nostra guida.
♫ Strafatti di poppers e glitter, Curry & Coco irrompono in pista strappando tutte le camicie. Finiranno agonizzanti nel retro di una dark room.
♫ Apoteosi discoglamour, il mezzo plagio a Rubberband girl è presto perdonato e mi ritrovo a sbraitare Grandi occhiali, grandissimi!
♫ Kele potrebbe recitare il bollettino dei naviganti che la nostra adorazione incondizionata non verrebbe meno. Ora ha barattato la Festa di quartiere per i guantoni da boxe. Adorazione incondizionata reloaded.



♫ Tradizionalmente l’erotismo è competenza della black music possente, compresa nella forbice soul / funk. Ali Love compie il miracolo innestando colonie di ormoni sulla membrana dell’italo disco.
♫ Alizée si sbarazza di Mylène Farmer per affidare ai Chateau Marmont la metamorfosi da lolita a femmina cantante. Si tradisce al primo “uh”. Alizée, noi ansimiamo con te.
♫ Tutto mi aspettavo tranne che i divini Saint Etienne ritrovassero nuova gloria via blogosfera minorenne. Potere dei riflussi eighties.
♫ Esauritosi lo tsunami italo del 2009, il saccheggio del decennio glorioso assume le slavate sembianze dei fondi di magazzino. Trafficando sull’intro di Big in Japan, il ponte onirico di I’m Not In Love ed altri scarti micronostalgici, i Washed Out e i loro intercambiabili compari brevettano i parametri della chillwave per diffondere banchi d’afa nei nostri stereo.
♫ Notti d’estate, sigarette in segreto sul terrazzo, scrutare ipotesi di costellazioni coll’animo sintonizzato sul primo amore, fondale di grilli in consonanza. I sedici anni, ecco cosa ho perso.

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Thursday, July 01, 2010

Awesome! Summer! Mixtape!



Cari amici la cui unica distrazione sta nello sbirciare il giornale gratuito in mano al vicino sulla metropolitana, il benefattore dell’umanità in decadenza ha selezionato per voi le perle musicali che accompagneranno le vostre lavatrici domenicali ed altre eccitanti occupazioni della cui descrizione faccio volentieri a meno.

♫ Sognando: l’attacco ideale per la canzone ideale, l’album ideale o la compilation ideale. “Uscirai con me?” La risposta è sono già sotto casa tua.

♫ Il power pop è come la torta della nonna, ricetta rodata e piacere assicurato. I Gold Motel spolverano Marshall Crenshaw sulle Bangles mantecate, e noi ne prendiamo ancora una fetta.

♫ Lasciati i Louise Attaque ad accumulare cenere di gauloise sui dolcevita neri in un caffè di Saint-Germain-de-Prés, Gaetano può finalmente provare al mondo che il rock francese non è solo appannaggio di sorboniani cornuti o commedie musicali per eunuchi da stadio. Canzone del semestre.

♫ La voce di Baldassarre percorre le tonalità dell’esuberanza postpuberale, e quello che fa con un microfono già ci basta.

♫ Titus Andronicus: Chiudete la porta! Chiamate aiuto! Chi li ha fatti entrare? Stanno sporcando ovunque!

♫ L’Amore è Tutto, ovvero gli effetti della sovraesposizione agli Altered Images.

♫ Giorno dopo Giorno: i gruppi con la dieresi sono una garanzia (infatti Tiësto non è un gruppo), come d’altronde la devozione manifesta per Echo & the Bunnymen.

♫ Abbiamo la Band! Abbiamo il beat! Abbiamo il video! Abbiamo la canzone! E ti credo, l’hanno fotocopiata da Timo Maas.
♫ Solo le scarrozzate in Arizona e le camporelle nei campi di mais producono pischelli americani doc in grado di colmare il bisogno primario e ciclico della ballatona radiofonica perfetta, Jessie, The way it is, 74-75. Qualcuno ricorda i Connels per qualcos’altro? Ecco cari amici Systems Officer, ora potete tornare al college.
♫ La Martina mi era caduta nella cartella “aprire tra molto molto tempo”, perché io diffido sempre delle gemmazioni. Perdonami Martina. E dammi la stessa cosa che hai preso tu.


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Wednesday, June 09, 2010

Sabato sera va bene (per le risse)



Noia – festa – sudore è la formula di un sabato sera. Sudore – festa – noia è la formula di sabato scorso.
La parte del sudore: Bruxelles è come la verdura congelata, la metti al caldo e subito puzza. Tradito dai trasporti pubblici e tempestato di essemmesse, muoviti, dove sei, siamo in centro, ora qui, ora là, faccia tosta e tonda, Belgugliemo giunge a destinazione come appena uscito da una sauna finlandese senza aver goduto né di sauna né di finlandese. Il London Calling è il nuovo bar d’Ixelles che osa rompere la tirannia monoestetica di Frédéric Nicolay, colui che ha convinto i brussellesi che fa fico bere la Vedett in una stanza di legno con lampadine smerigliate. Indizi che ci troviamo in un nuovo locale: uno, c’è più gente dietro al bancone che davanti, due, non hanno finito di verniciarlo, tre, attenzione si inciampa nei cavi scoperti. Annunciato da una nuvola di sudore raggiungo gli amici al trespolo. Il fatto è che uscire con l’Italia-nel-Mondo polverizza il tranquillo anonimato di un’uscita tra amici. Prima di dotarsi di uno spazio culturale, l’amico attirava campionari di scandinave “ciao io bacio col succhio”. Ora è un pellegrinaggio italico di “scrivo ricette in dialetto carsico”, “scatto polaroid alle cabine del telefono”, “scolpisco madonne nel guano”. Tempo due sorsi di birra due e l’Italia-nel-Mondo dà udienza ad un esponente dell’Anonima Espatriati scambiandosi i fusilli che escono loro dalle tasche. Nel frattempo la vicina di bancone in età da corso di découpage indaga sulla bevanda dell’amica Black Mondella e si fa iniziare al mohito postmatrimoniale. Mentre al terzo mohito la neodivorziata riscopre l’ascendente delle ovaie sulle nuove generazioni, noi ci liberiamo dal cumulo di fusilli.
La parte della festa: giunti a destinazione prendiamo atto che circolano gravi equivoci sul significato della parola festa. In particolare è importante rilevare che se la musica e l’acohol sono elementi essenziali, non è vera festa se questi si trovano concentrati tutti nella testa del festeggiato mentre gli invitati, anziché annoiarsi da soli a casa loro, si annoiano tutti assieme a casa sua. L’Italia-nel-Mondo, va da sé, trova subito con chi palleggiarsi mozzarelle di bufala.
La parte della noia: deejay A, e A sta per Angoscia, ci attende fosco ad una serata poco lontano. Due scene, *dentro*, c’è dj set figo e spaccone, c’è il bar, c’è la gente che balla e le casse che vibrano; *fuori*, c’è l’arietta fresca, l’erbetta verde, una musichetta house pisciaiola, manca solo l’infermiera con il vassoio delle pillole. Fuori, manco a dirlo, incontriamo deejay A, e A sta per Ambascia, che decanta la perfezione tecnica raggiunta dai due dj esterni grazie alla castrazione chimica ed una generosa lobotomia, mentre Belguglielmo si catapulta *dentro* dove, anziché applaudire catatonico al passaggio del mix, l’essere umano esplora la flessibilità dei corpi.
Va da sé che un’autostrada imboccata contromano non porta lontano, e nel giro di poche birre soccombiamo tutti all’implosione del sabato inverso. Sabato prossimo, giuro, non sudero’ cosi’ presto.

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Friday, March 26, 2010

Il duemilaedieci, almeno finora



Rieccomi, scusate l’assenza, ho avuto un po’ da fare con coristi vaticani, senatori calabresi e compilations varie. La nuova, ascoltala qui.
Il Balletto: Incrocio tra Hidden Cameras ispirati e A-Ha afoni. Cantano “all the boys in Chelsea know my face ’cause I’m the fool on the disco floor”, applausi prego.

Consigliato: nel parco, per fare gli sgambetti ai bambini in prossimità di pozzanghere

Va Bene Vai: Tra un calendario di suore nudiste e il video di un cucciolotto di koala ritardato, i redattori di Repubblica Online hanno scovato anche il videoclip! col megadomino!, che quindi ora conoscono perfino i feticisti di suore e koala. Nulla toglie a questo capolavoro pop dal respiro enfatico.

Consigliato: per marciare sul panettiere alle luci dell’alba

Hockey: sbarbatelli. Hanno capito tutto. E noi abbiamo già l’inno del duemilaedieci.

Consigliato: per sculettare come Springsteen con la bandana in testa facendo l’occhiolino alle liceali

Dolci Serenate: due boscaioli barbuti scolpiscono il migliore album rock da un bel pezzo a questa parte.

Consigliato: gonfiando il petto durante la prova camicia, rigorosamente a quadratoni.

Langhorne Slim: falso falsissimo, riproduce i canoni del pre-war folk e dell’Americana più scolastici per fare il ruffiano con quelli di Pitchfork. In realtà nell’Ipod ci tiene Lady Gaga.

Consigliato: per l’hangover dopo la serata boots

Musica Vai Musica: ci vuole un bel coraggio rifare gli Abba con cosí tanto ossequio senza essere né svédesi né travestiti.

Consigliato: durante la prova parrucca

Grida Forte: Per l’album precedente avevo addirittura fatto un po’ di spazio sul mio tempietto davanti al quale ogni mattina ringrazio gli Aztec Camera di esistere. Per questo tutt’al più farò posto nella scarpiera.

Consigliato: con le crèpes, mi raccomando, allo sciroppo di Liegi



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Saturday, January 23, 2010

I'm so hard, I'm so boiled



Quel giorno, risvegliandomi, il mio infallibile istinto mi disse che qualcosa non stava andando per il verso giusto. Chi mi aveva steso nella vasca da bagno ? Chi l’aveva riempita di Jack Daniels ? Chi mi aveva verniciato i genitali ? Perlustravo mentalmente ciò che la memoria recente aveva registrato, eppure non ricordavo altro se non l’ennesima telefonata con minaccia di sfratto. E due o tre colpi a salve per allontanare i marmocchi chiassosi dal campo giochi qui sotto. E una dozzina di signorine conosciute al porto che ho gentilmente ospitato per cena. Nessuna tecnicamente signorina. Non c’era tempo da perdere. Uscíi dalla vasca, recuperai i vestiti dalle pale del ventilatore e diedi appuntamento ad Agnese.

...

Il cameriere si avvicinò con fare sospetto, i suoi occhi guizzavano scrutando forse la penombra, forse la scollatura di Agnese.
- Che vi servo?
- Il solito. Con meno ghiaccio e più candeggina.
- Per la signorina?
- Un bicchier d’acqua. Con un vassoietto. E una banconota da mille lire ben arrotolata.

Agnese si sbottonò ulteriormente, estrasse una pipetta e aspirò due boccate di crack.
- Belguglielmo, che succede? Perché mi hai portato qui nel cuore della notte? Perché i camerieri sono tutti nudi?
- Agnese devi aiutarmi. Mi vogliono far fuori. Tu sai chi.
- La tua è un’ossessione. Devi smettere di dare la caccia ai Guetta.
- Agnese, non capisci? Prima i Black Eyed Peas, poi la Kelly Rowland, tra poco Madonna. Si stanno impadronendo del mondo. Prenderanno anche te prima o poi.
- Belgu, ammettilo, I’ve got a feeling è irresistibile.
- Ma! Ma! Agnese! Parliamo di quella baguette bollita che ha sputtanato Ibiza! E quattro carciofoni che reppano sui remix della Bamba!
- E’ come il calimocho. Vino pessimo, cola sgasata, ma la mistura ha il suo perché.
- Agnese devi aiutarmi. Tu hai connessioni. Tu e Cathy avete lo stesso gommista, si vede dalle labbra.
- Scordatelo, è un suicidio. Cristo che caldo qua dentro. Mi si sciolgono le mutandine di zucchero.
- Agnese, tu mi lusinghi.
- Non crederti in gioco. Sto aspettando Luigi l’idraulico. Lo scolo del mio lavandino è intasato di quaglie.
- Ma è la quarta volta questa settimana, perché non fai rifare gli impianti? O non cucini capponi?
- Tu non capisci. Le ho spinte giù io apposta. Come stura lui non stura nessuno.
- Dovresti smettere di sniffare smalto da unghie.
- Tu dovresti smettere di verniciarti i genitali.
- E tu come lo sai?
- Ti ho visto su youtube. E c’è un fan club su facebook. C’è pure un articolo di Elmar Burchia.
- Agnese, lo vedi che ho bisogno di aiuto.
- Ad una condizione. Mi sposi. E passi il tuo cognome ai miei figli.
- Ma ne hai fatti dodici! E assomigliano tutti al biondino degli Abba!
- Non me ne parlare, quel bastardo. Non li vuole riconoscere finché non avranno i baffi.

Il clima nel locale si era fatto torrido, e Agnese non smetteva di infilarsi i ghiaccioli nella scollatura. La musica rimbombava dalle casse, percuoteva i miei timpani e mi intorpidiva i neuroni. Qualcuno mi aveva messo del sonnifero nel cocktail. Mentre lottavo strenuamente contro il sonno che mi assaliva, riconobbi il famigerato attacco. I’ve got a feeling – whooo whoo. Maledetti. Agnese era già sul tavolo e si contorceva voluttuosamente. I’ve got a feeling – whoo whoo. Fu quando sentíi il reggiseno di Agnese piovermi sulla faccia che persi definitivamente i sensi.







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Saturday, January 09, 2010

Il classificone di fine anno!



10. Il risveglione
Io capito accanto alla vergine dei sospiri. Per caso c’è del pane, chiedo. No perché se ne avanza sempre, sospira. Spero che oggi non vi avanzi l’acqua allora. Poi adotto la tecnica infallibile di parlare per ore senza interruzione, è l’unico modo per assicurarmi considerazioni interessanti e ridere alle battute, le mie. Sai quella volta che in Erasmus non sapevo come si dice sacco a pelo e allora – ooooh già mezzanotte, buon anno a tutti eh! Ora è tempo di classifiche.

9. I buoni propositi per l’anno che viene
Fondare una corale dislessica; camminare solo sulle mattonelle dispari; collezionare malattie veneree di cui almeno un paio tropicali; invecchiare gli oggetti col pensiero; ammaestrare veline nane; scaricare illegalmente gli inni nazionali degli stati canaglia; assumere sostanze che cambiano il colore dei peli; istigare i calciatori al suicidio, non hanno nessuna scusa di esistere; ottenere un lavoro redditizio e socialmente rispettato (esclusa la prostituzione dei piedi) che consista nel partecipare a brindisi e mobbizzare i collaboratori, è ora di finirla con questo muro di discriminazione che mi ostacola. Voi non sapete quanto sia difficile essere maschio, bianco e di classe media.

8. La casa protetta
- Padre, stasera vado in vita.
- Attento figliolo, lo vedi questo quadrante luminoso? Ora lo accendo.
- Padre, guarda, i fari dell’Avila nel nostro giardino! Ma senza le cubiste!
- No. E’ il nuovo antifurto. I fari smaterializzano le creature che rasentano il muro.
- E come faccio quando rientro?
- Ora ti spiego. Prima premi A7N28 per ritrarre gli acumi in titanio. Poi 45GJK per bloccare la pioggia di antrace. Ecco vedi basta comporre le date di nascita delle tue prozie ugonotte per priosciugare il fossato acido. Ora ti spiego come azionare le botole.
- Padre sono in ritardo, buona serata!


...
- Glin-glon!
- Yaaawn, sììì?
- Padre, sono caduto nella botola, aprimi!
- Mmmfh. Parola d’ordine?
- Che ne so, FIAT LUX! DOMINATRIX! EXCELSIS DEI!
- Naa. Yahhwncora una possibilità.
- Padre blblblb l’acqua sta salendblblb- PAX LUSTRI! LAME ROTANTIBUS!
- Mi spiace figliolo, dovrai aspettare l’alba. Buonanyaaaawn...
- Blblbma blblbpadre! blblble pareti! si stringonblblblb
- *Click*

7. Le chiappe del culturista
Ma anche dita storte dei piedi, pisello atletico, nonne con la gonna di pelle, belen rodiguez che piscia, bonaccorti in mutande, e pure bonaccorti video superscosciata. È sempre una soddisfazione tenersi al corrente delle chiavi di ricerca che conducono a questo blog. E sapere che gli italiani si tengono informati su sculture inuit col dugongo, crepe nei muri interpretazione psicologica, la classifica dei meneito, hai ragione tu ma, dobermann orbo. Sono solo molto in pensiero per chi ha cercato doberman orbo. Spero non sia entrato in contatto con quello che cercava ho scopato il mio cane forum.
Menzione speciale all’utente in cerca di inmagini secx di merily morro. Mandacele, ti prego.

6. il compleanno di Playmobil
L’Italia nel Mondo – Pronto, sei già sveglio?
Belguglielmo – Sí, giusto in tempo prima che mi chiuda il tabaccaio.
I - Ieri non ti ho più visto.
B - Uh. Io ti ho visto biascicare insulti davanti ai gabinetti delle donne.
I - Non ricordo. Però ti hanno visto collassare sul bancone
B - Non ricordo. Però ti hanno visto gettare birra in faccia alla dj.
I - Non ricordo. Tu come sei tornato.
B - Non ricordo. Il marciapiede ondulava. E tu.
I - Non ricordo. Mi sono teletrasportato nel letto.
B - Bella festa eh.
I - Eh già.

Se anche tu vuoi riprodurre la serata a casa tua, raggruppa un po’ di sfattume peloso e pogaci assieme al ritmo dei balcani!


Avvertenza: questa compilation è stata testata su Mrs.B ed ora non dà più segni di vita.

5. L’anniversaire de Monsieur Sy
Ovvero viva i troppi dj - e senza l’anima di cera! Inverno duemilaenove, in qualche grossa ex capitale lungo il Po, Monsieur Sy viene posseduto dallo spirito di Nick Hornby posseduto dallo spirito di Bukowski e raduna per i suoi trentanni le sue ex, passate e future, e le fa ballare tutte assieme con turpe e biasimevole compiacimento. Certa gente non ha scrupoli. Un po’ davanti e un po’ dietro al bancone imparo che: 1. i cantanti barocchi non regggono l’alcool. 2. i remix degli Aeroplane fanno scattare il trenino. 3. anche i più integri si scatenano su Mylène Farmer. Nella passeggiata di ritorno, un conducente compassionevole mi chiede se sto bene. Accanto a lui, il suo gemello vestito uguale su una macchina uguale fermo ad un semaforo uguale. Città satanica.

4. Le mariage de Monsieur O
Ah ma non era un fake? Quindi domenica mi devo veramente svegliare prima del tramonto? Cosí mi son svegliato prima del tramonto e ben prima di tutte le sinapsi utili alla conversazione in occasioni pubbliche con gente dignitosa. Ho concentrato l’attenzione sulla grazia che proveniva dalla sposa, appena emersa da un ritratto di Jean-Jacques Henner. (io, sottovoce:) Bella eh? Sua parente? Io amico. Che dice, mi stanno larghi eh? E’ che stamattina non trovavo la cintura. Non è che possa ricordarmi di tutti i posti in cui mi levo la – (parente, alta voce:) Viva gli sposiiii!
Direzione cascinetta in Vallonía. La cascinetta si rivela una magione patronale del ‘600 a capo di vari fianchi di varie colline. Per il numero di invitati, diciamo, ecco, prendete il Lussemburgo e lo versate in Belgio. Gli invitati comprendevano il piacevole grumo torinese nonché tutte le minoranze e i popoli perseguitati dagli Urali all’Indocina, sparsi lungo il giardino, chi leggiadramente steso, chi ritto a conversare, chi scorrazzante, ma tutti sommersi di pietanze. Il sole obliquo, i sorrisi diffusi e la cortesia degli sposi hanno composto un presepio pagano di minuziosa perfezione. La magia si è tangibilmente addensata quando, accanto al montone rotante sul fuoco, una flautista ha intonato Sus pe culmea dealului.
Herr und Frau giungono su una Jaguar con guida a destra, un Edward & Wally Simpson nel paese delle meraviglie spettinabili. Il Corrispondente dell’ordine biondo gestisce l’usuale eleganza bilingue, foss’anche in coma etilico non si bagnerebbe le scarpe. L’Attizzorio converte poco a poco il suo carico di forbito sussiego in abbrivio libidinoso, all’apice della foia si accoppierà con un cono segnaletico. Tutti danziamo goffi le gavotte e i girotondi, incuranti della bambina di Shining che tricicla sulla pista, finché allo scoccare della fine, da una bolla di luce emerge, divino, il fratello della sposa. Nessuno più ballerà Toxic come prima. E grazie agli sposi per l’irripetibile esperienza.

3. Il trenntennale
Ovvero i Paesi Baschi featuring Discogianna featuring Belgoman che affittano la barca dell’amore, la decorano con 45 giri d’epoca, si cospargono di paillettes e gioia di vivere e ne regalano ai festanti. Noi si contribuisce partecipando al filmato sorpresa a celebrazione della Discogianna e producendo le spillette con l’effigie manga dei Paesi Baschi. Presenziano tutti i colleghi dell’YMCA, l’Europa è degnamente rappresentata dall’Albania alla Flamandia, ci sono pure il Bonzo & Playmobil, insomma tutti tranni l’Italia nel Mondo causa i probabili rischi che andavano dall’evirazione all’avvelenamento. La musica accelera e decelera in ritmo e qualità, sbarcano le Erinni e la pornobarba di Sesamo mentre l’Inviato dal paese dei biondi perde il proverbiale aplomb accoppiandosi con l’Überfemmina direttamente sulla pista.
All’uscita l’incontro che nessuno vorrebbe mai esperire né alle 4 del mattino né mai: un ventenne irlandese con parrucca in testa e caraffa di sangria in mano, ma potrebbe essere il contrario, che per dispetto abita proprio nella nostra direzione. Io e la Divapuglia affrontiamo la tortura del paddy che intona gli A-Ha a squarciagola col tassista, mentre i Paesi Baschi già sognano di un mondo incantato tutto pieno di kappa.

2. Le mie compilations
La fine dell’anno è un’ottima occasione per risparmiare energia, con i bloggaroli furiosamente impegnati a selezionare, compilare e dare voti a tutt’una serie di dischi che non mi sarei mai sognato di ascoltare a meno di non aver spalmato per sbaglio del bostik sulle mie cuffie. Cosí, grattando qua e la per la rete, le riviste ed il mio disco duro, ecco che si spreme il succo dell’anno che si chiude.

♫ Innanzitutto, e di nuovo, il Giuliano Casabianca, il cui album tanto decantato in realtà aveva giusto due pezzi buoni, di cui uno suonava come gli Human League col trucco e l’altro come Polnareff. Il meglio lo ha invece riservato per tre pezzi in esclusiva su Itunes, tra cui questa bella canzonetta natalizia.
♫ Se siete dei fan di rockabilly e doo-wop, nella sfiga vi va anche bene perché con internet al giorno d’oggi anche voi potrete avere degli amici. In più ora avete anche un’icona musicale, con la credibilità indie degli Stray Cats e la giuggiolaggine della Aguilera versione Candyman (quella del video coi marines. Poi ha vinto Obama. Poi è arrivata Lady Gaga. Bye-bye Xtina). Bottiglie è l’unico pezzo dell’album che non sembra il geghegé.
♫ Moneybrother: le canzonette migliori, si sa, le fanno in Svezia, e qua c’è del gran cru, soul-pop anniottantissimo nella migliore tradizione Dexys Midnight Runners / Haircut 100 / Danny Wilson. Io mi commuovo.
♫ Ogni maschio intelligente sa che deve assomigliare a Etienne Daho, tanto più che l’alternativa è venuta a mancare (Jacno RIP). Gli Young Michelin non solo lo sanno, ci riescono pure.
♫ Gli Animali Super Pelosi sono tornati e stanno tutti sul tram della felicità. Che però suona paro paro come l’ingegneria genetica degli OMD. Evviva entrambi.
♫ Malgrado vengano da Clermont-Ferrant, i Mustang sono la nuova hype, acclamati universalmente (cioè in Francia) come i discepoli di Elvis. Non è vero, loro sono invece i Suicide che rifanno Roy Orbison. E per piacere, fatevi tradurre il testo di Le pantalon, ne vale la pena.


l. Il duemilaenove, il mio
e la mia storia, le mie scarpe, i miei capelli, i concerti, le feste, gli amici, le cene, i viaggi, la Cina, insomma non è mica finito nulla. Piuttosto si ricomincia più forte.


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